Scuola, concorso straordinario docenti sostegno: focus su requisiti e ammissione con riserva

Il Movimento Nazionale Docenti Specializzati e Specializzandi sul Sostegno propongono diverse soluzioni al fine di tutelare sia la dignità e la professionalità del corpo docente, sia gli studenti che hanno diritto a un’istruzione caratterizzata dalla professionalità e dalla continuità didattica.
La soluzione risiede nella sinergica risoluzione di alcuni nodi problematici come quello dell’ampliamento dell’organico di diritto sul sostegno tramite la progressiva conversione delle cattedre che tuttora vengono assegnate in deroga.

Parte l’iniziativa dell’Elenco Unico sul Sostegno

Le supplenze per il sostegno non possono più essere attribuite a personale privo della Specializzazione e delle competenze necessarie e che dopo tre anni puntualmente accampi pretese di normalizzazione attraverso percorsi che deroghino alle regole stabilite e a logiche meritocratiche.
Un secondo punto importante è rappresentato dalla predisposizione di un Elenco Unico sul Sostegno, su base regionale, per i vari gradi (infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado): si ritiene, infatti, che si tratti di un’esigenza necessaria per razionalizzare l’intero settore che procede nella direzione della separazione delle carriere.
Il titolo di specializzazione sul sostegno, acquisito tramite il corso di specializzazione a numero chiuso previsto dall’attuale normativa costituisce il requisito di accesso inderogabile.
I docenti specializzati sono già stati sottoposti ad una procedura concorsuale che prevede un triplice vaglio selettivo, oltre ad un iter formativo altamente professionalizzante della durata di un anno costituito da insegnamenti teorici, esami, laboratori e tirocini.
Dato l’estremo fabbisogno, il Movimento Nazionale Docenti Specializzati e Specializzandi ritiene che lo stesso elenco possa essere utilizzato, accanto al canale concorsuale, come strumento di reclutamento per i docenti specializzati sul sostegno, in subordine alle GMRE 2018 e le future GM2019, con la previsione di un’unica prova d’esame orale.
La creazione di elenchi regionali costituirebbe un serbatoio da cui poter attingere per immettere in ruolo i docenti di sostegno in base alle reali esigenze territoriali, procedendo di pari passo alla graduale conversione delle cattedre in deroga.

La proposta verrà inviata al neo ministro della Scuola, Lucia Azzolina

Questa soluzione porterebbe a numerosi vantaggi come la garanzia della continuità didattica per gli studenti, l’equità con i colleghi specializzati che hanno sostenuto il concorso transitorio del 2018 oltre all’economicità e alla tempestività nella selezione, che si ritiene debba essere effettuata solo per titoli in quanto vertente sugli stessi argomenti già oggetto della selezione per il corso di specializzazione.
Per firmare la proposta da inviare al neo ministro della scuola, Lucia Azzolina, visitare il sito elencounicosostegno.it/