Scuola, permessi retribuiti docenti: nove giorni (3+6), la sentenza

Il Tribunale di Milano ha esaminato il ricorso presentato da un docente che è stato sanzionato per essersi assentato da scuola nonostante il Dirigente Scolastico gli avesse negato la fruizione di un giorno di permesso retribuito ‘per motivi personali o familiari’. Tale rifiuto era dovuto a ragioni di carattere organizzativo, in particolare la vicinanza del periodo natalizio.

La sentenza del Tribunale di Milano che richiama l’articolo 15 del CCNL del 29 novembre 2007

Il Giudice del Lavoro, la dottoressa Capelli, ha accolto il ricorso presentato con il patrocinio dell’avvocato Marco Fusari, annullando la sanzione inflitta al docente. Si è ritenuto corretto continuare ad applicare il comma 2 dell’articolo 15 del CCNL del 29 novembre 2007 dove si legge: ‘Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.’

Permessi retribuiti sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico

Secondo quanto indicato dalla normativa, se un docente chiede di poter usufruire di 6 giorni non come ferie ma come permessi retribuiti per “motivi personali e familiari”, tali giorni devono essere attribuiti a semplice domanda e sono sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico.
È importante sottolineare come si tratti di un diritto assoluto, non subordinato nemmeno alla verifica che sia possibile la sostituzione del personale assente e che, per tale sostituzione, non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per l’amministrazione.
Ne deriva che, nel caso in cui il docente esaurisca i primi 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari, ha diritto (allo stesso titolo e con la stessa modalità) alla fruizione di altri sei giorni, naturalmente se documentati anche con certificazione ma comunque sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico.