Scuola, sostegno ultime notizie: tra posti in deroga stabilizzati e V ciclo TFA

La questione legata alle cattedre di sostegno attualmente in deroga resta in primo piano tra gli argomenti più urgenti da affrontare. Purtroppo, dalla politica le risposte continuano ad essere sterili. La legge di bilancio 2020, infatti, ha stanziato delle risorse limitate: per il prossimo triennio si riusciranno a finanziare solamente 1090 posti di sostegno attualmente in deroga a fronte di numeri ufficiali sugli organici decisamente sproporzionati. Nell’anno scolastico in corso, i posti stabilizzati in organico di diritto risultano 100.079 a fronte di oltre 73mila cattedre in deroga (73.170).

Posti in deroga sostegno, la situazione resta drammatica

Le 1090 cattedre che verranno collocate nell’organico di diritto saranno ben poca cosa soprattutto se teniamo presente che i posti in deroga, liberi ma in realtà assegnati solo a supplenza al 30 giugno dell’anno seguente, continuano ad aumentare (circa 10mila posti all’anno). Come sottolinea il portale ‘Tuttoscuola’, occorre ben altro intervento finanziario per stabilizzare il settore del sostegno che conferma tutta la sua criticità a svantaggio, purtroppo, di migliaia di alunni con disabilità.

Il ministro Azzolina accelera sul V ciclo sostegno

Intanto il ministro della scuola, Lucia Azzolina, ha annunciato l’arrivo del V ciclo TFA sul sostegno.
‘Abbiamo attivato le procedure con le Università per i bandi – ha dichiarato qualche giorno fa il neo ministro – si spera all’inizio del primo trimestre 2020. Sarà avviato per 14mila posti che erano stati preventivati cui aggiungeremo 7mila degli idonei, in totale 21 mila posti. Ci servono, non possiamo pensare di andare avanti così. Il sostegno è una cosa delicatissima e ci vogliono persone specializzate’.

Anief, le richieste al ministro Azzolina

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ritiene che questi provvedimenti siano assolutamente insufficienti rispetto alla gravità della situazione sostegno: ‘Innanzitutto chiediamo al nuovo ministro dell’Istruzione di andare a valutare le effettive esigenze territoriali a differenza di quanto non fatto dai suoi predecessori. Questa potrebbe essere l’occasione per inserire la maggior parte dei posti in deroga in organico di diritto. Poi, forse, sarebbe opportuno eliminare l’accesso a numero programmato rispetto alle migliaia di insegnanti che insegnano senza specializzazione. Per queste ragioni, avevamo chiesto di modificare il decreto n. 126 salva-precari: l’emendamento, superando l’esclusione dalla partecipazione al concorso straordinario dei candidati senza titolo, li vincola a conseguire successivamente la specializzazione su sostegno’.