Scuola, concorsi docenti ultime notizie: percorso ad ostacoli per l'uscita dei bandi?
Scuola, concorsi docenti ultime notizie: percorso ad ostacoli per l'uscita dei bandi?

La nomina ufficiale del ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, dovrebbe accelerare anche l’iter procedurale riguardante l’uscita dei bandi di concorso docenti. A sollevare qualche dubbio, però, è il senatore della Lega, Mario Pittoni, che ritiene che il neo ministro voglia andarci con i piedi di piombo in merito all’emanazione dei bandi per evitare di incorrere in errori che potrebbero risultare fatali: Pittoni ricorda i numeri ‘a fantasia’ del concorso 2016 con diversi vincitori senza cattedra.

Il Presidente della Commissione Cultura al Senato ha sottolineato come ‘molti precari e “ingabbiati” penalizzati dal decreto Scuola’ stanno chiedendo ‘lumi sull’iter di tale provvedimento (voluto da M5S, PD, IV e LEU), nella speranza che nel frattempo cada il Governo e si possa rimetterci mano.’

Pittoni: ‘Il ministro Azzolina non vorrà ripetere gli errori del concorso 2016’

Il senatore della Lega ha spiegato come l’emanazione dei bandi di concorso legati al decreto viene attuata con decreto del direttore generale del Personale scolastico o, in surroga, del capo dipartimento per l’Istruzione. Allo stato, è in servizio (a scadenza) il secondo; non è ancora stato nominato il primo, dopo un anno e 10 giorni di vacanza del posto. I DDG  – prosegue il responsabile scuola della Lega – devono necessariamente essere preceduti da un decreto ministeriale attuativo della legge, a sua volta sottoposto al parere obbligatorio non vincolante del Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CSPI).’

Concorsi docenti, Pittoni: ‘Il ministro Azzolina, probabilmente, attenderà l’esito delle domande di pensionamento’

Pittoni ricorda anche che i bandi vanno corredati delle tabelle dei posti messi a concorso, distinte tra concorso ordinario (24.000 posti) e concorso straordinario (24.000 posti), per regione e per classe di concorso. Possibilmente non “a fantasia” per evitare di produrre vincitori senza cattedra come nel 2016. È lecito quindi supporre che il ministro dell’Istruzione attenda l’esito delle domande di pensionamento, per poi procedere all’individuazione dei posti da porre a bando, naturalmente dopo aver detratto quelli spettanti alle GAE e quelli accantonati per le mancate immissioni in ruolo sui posti liberati da Quota 100‘.
Secondo il responsabile scuola della Lega, dunque, il percorso che porterà all’emanazione dei bandi di concorso dovrà superare una serie di ostacoli e, pertanto, non si preannuncia affatto facile, anzi piuttosto contorto.