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Un articolo del quotidiano ‘Repubblica’ getta ombre sulle tesi firmate dal neo ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina. Nel pezzo firmato da Massimo Arcangeli si parla, in particolare, di una tesi intitolata ‘Un caso di ritardo mentale lieve associato a disturbi depressivi’.

‘Repubblica’ parla di plagio in una tesi del ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, presentata all’Università di Pisa nel 2010

Si sostiene che, confrontando diversi passo del lavoro, si scopre che, più o meno, la metà di quanto scritto è il risultato di un plagio. Il primo brano riprenderebbe alla lettera un passaggio della voce ‘ritardo mentale’ contenuta nel Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti (prima edizione 1992); il secondo brano, invece, riprodurrebbe, con minime variazioni, un passaggio della voce ‘ritardo mentale’ curata da Luigi Ravizza, Gabriele Masi, Mara Marcheschi e Pietro Pfanner per un monumentale Trattato italiano di psichiatria in tre volumi, un progetto editoriale coordinato da Paolo Pancheri e Giovanni B. Cassano (coadiuvati da altri sette psichiatri).
Il terzo brano, invece, ricalcherebbe un altro passaggio della voce ‘ritardo mentale’ del Dizionario psicologico di Galimberti mentre per il quarto brano si tratterebbe di un passo molto familiare agli addetti ai lavori e ci si chiede come il relatore della tesi discussa da Lucia Azzolina non se ne sia accorto.

Si attende la reazione del Movimento 5 Stelle

Nell’articolo di ‘Repubblica’ si sottolinea anche che l’attuale ministro dell’istruzione non avrebbe nemmeno ‘virgolettato’ le citazioni e, per giunta, non avrebbe nemmeno citato le fonti da cui avrebbe tratto le informazioni. Nessuno dei testi menzionati qui di seguito compare nella bibliografia finale della tesi).
‘Repubblica’ sottolinea come questo caso di ‘plagio’ rischia di divenire fonte di imbarazzo per il Movimento 5 Stelle. Viene citata un’altra vicenda simile, quella che coinvolse l’allora ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia: le polemiche dei ‘grillini’ furono particolarmente accese e Danilo Toninelli chiese addirittura le dimissioni del ministro.