Scuola, concorso ordinario secondaria: requisiti, prove e caratteristiche, la scheda Flc-Cgil

Abbiamo contattato telefonicamente la redazione del Movimento Nazionale Specializzati e Specializzandi Sostegno (elencounicosostegno.it) che ringraziamo per aver accettato la nostra intervista, passiamo a fare alcune domande relative al Movimento e alle proposte che il Movimento intende mettere in atto.

Intervista al Movimento specializzati e specializzandi per le attività di sostegno

  • Come è nata l’idea di creare il Movimento Nazionale Specializzati e Specializzandi Sostegno e cosa chiedete?

L’idea nasce dall’esigenza di sanare un’anomalia alla base dell’intero settore.

Il sostegno sta attraversando una crisi strutturale senza precedenti, determinata dallo squilibrio tra l’altissima domanda di insegnanti specializzati e l’esiguo numero degli stessi.

Questo determina un grave pregiudizio nei confronti degli alunni con disabilità e un insormontabile ostacolo alla realizzazione di una Scuola realmente inclusiva, come più volte denunciato da varie associazioni e dalle famiglie degli stessi.

Ma il vero paradosso è che si è creato un collo di bottiglia nel sistema di reclutamento che rallenta in modo ingiustificato l’inserimento di queste preziose risorse nel sistema educativo, nonostante decine di migliaia di cattedre vengano assegnate ogni anno a docenti privi del titolo di specializzazione e delle competenze necessarie!

Sintetizzando: avremo a breve gli Specializzati del IV ciclo (e poi del V), cosa aspettiamo ad utilizzarli?

  • Il Movimento già in passato si è confrontato con le Istituzioni chiedendo procedure abbreviate di immissione in ruolo per gli Specializzandi e gli Specializzati che tenessero conto del percorso selettivo iniziale valorizzandolo, cosa è cambiato rispetto alle richieste iniziali?

Tenuto conto della dura selezione iniziale e del percorso altamente strutturato verso l’acquisizione delle competenze necessarie, continuiamo a ritenere ridondante per il sostegno il meccanismo di immissione in ruolo tramite procedura concorsuale.

Da un lato si richiede una iper selezione e formazione e dall’altro si continuano ad assegnare cattedre in deroga.

Del resto l’attuale Ministro della Scuola on. Lucia Azzolina in un’intervista del 6 settembre 2019 a radio Cusano affermava: ‘Chi è specializzato sul sostegno ha affrontato un percorso di formazione e selezione. Selezione in entrata, esami intermedi, laboratori ed esami finali. Perché devono fare anche il concorso? Perché non possono entrare in ruolo direttamente?’.

Nulla è cambiato rispetto alle posizioni iniziali, stiamo semplicemente suggerendo una procedura di immissione graduale che agisca sinergicamente alla conversione delle cattedre in deroga in cattedre di diritto.

  • Cosa volete garantire con questa proposta e cosa si va a migliorare all’interno dell’attuale processo di reclutamento per il personale docente per le attività di sostegno?

L’idea alla base della proposta è quella di garantire un percorso di inserimento lineare e razionale.

Un iter strutturato attraverso le tre fasi della selezione, della formazione e dell’inserimento: accesso al Corso di Specializzazione limitato alle effettive necessità e scaglionato negli anni attraverso selezioni a numero chiuso che consentano un graduale inserimento degli Specializzati nell’organico della scuola.

Accanto al meccanismo concorsuale più diretto e immediato, previsto dall’attuale decreto, si affiancherebbe un elenco contenente tutti i docenti specializzati divisi per i vari gradi da cui attingere per le immissioni in ruolo di pari passo alla progressiva conversione delle cattedre in deroga in cattedre di diritto.

  • Nel vostro manifesto (elencounicosostegno.it) c’è la proposta di accedere al ruolo attraverso “un’unica prova di esame orale”. Non sarebbe opportuno considerare come prova orale l’anno di prova?

Il meccanismo proposto, che potrà essere rimodulato in sede di contrattazione tra le parti, ripercorre la consuetudine dei percorsi di inserimento precedenti. Riteniamo che l’anno di prova sarebbe più che sufficiente se si sbloccassero un numero di cattedre sufficienti ad assorbire tutti gli specializzati, cosa auspicabile per gli stessi studenti con Bisogni Educativi Speciali che hanno tutto il diritto al miglior intervento educativo possibile. Qualora ciò non dovesse verificarsi è opportuno mantenere un orientamento meritocratico.

  • In generale in Italia per accedere al ruolo come insegnante di sostegno il percorso è estremamente lungo e ridondante, la vostra proposta va nella direzione di snellire le procedure?

È assolutamente la ratio alla base della proposta, valorizzare il momento selettivo in ingresso per fornire immediatamente risorse altamente qualificate al settore da immettere nella scuola con un contratto a tempo indeterminato.

  • Conosce il Coordinamento Nazionale di SFP, anche loro si stanno occupando della qualità della scuola e di inserire nelle istituzioni scolastiche docenti preparati e meritevoli; crede che vi possa essere qualche sinergia o comunque una qualche collaborazione su questa battaglia condivisa anche con il Coordinamento?

Crediamo sia giunto il momento di porre un punto fermo a politiche che alimentano un precariato endemico. Nel momento in cui si realizzano percorsi formativi che prevedono una selezione iniziale e una formazione lunga e complessa perché continuare a seguire procedure di reclutamento lente e superate? Perché non si garantisce un inserimento graduale dei docenti che hanno maturato le competenze necessarie?

Il discorso è altrettanto valido per i docenti di SFP, che senso ha un percorso strutturato in maniera tale da fornire una professionalità immediatamente spendibile se poi alla vigilia di ogni concorso si opta per sanatorie che avvantaggiano il precariato storico?

Il punto non è stabilizzare il precariato, ma non creare nuovo precariato e per far questo bisogna puntare ad una formazione altamente qualificata in base alle reali esigenze del momento.

  • Alcuni docenti hanno inviato in redazione delle richieste su come si faccia a sapere il numero di coloro che hanno aderito alla petizione, non abbiamo trovato nessun numero sul sito, ci può dire qualcosa?

Invito tutti gli interessati a seguire gli sviluppi di questa e di tante altre iniziative sulla pagina facebook del Movimento Nazionale Specializzati e Specializzandi Sostegno. Al momento attuale in sole 2 settimane abbiamo già raccolto 6000 adesioni, quasi tutte quelle dei docenti specializzati sulla secondaria di primo e di secondo grado, ma stiamo estendendo la raccolta anche ai docenti dell’infanzia e della primaria, in quanto riteniamo che l’intero settore abbia bisogno di una profonda riconsiderazione dei meccanismi normativi alla base.

  • Un’ultima domanda: pensa che ci sarà un incontro con la Azzolina una volta raggiunto un cospicuo numero di firme?

Ce lo auguriamo vivamente, l’obiettivo è proprio questo: instaurare un dialogo costruttivo con la controparte istituzionale che riconosca per una volta un ruolo attivo ai docenti e non li veda come al solito passivi recettori di regole imposte dall’alto.

Riteniamo sia una grande opportunità non solo per noi, ma soprattutto per la Scuola intesa come Istituzione che voglia stare al passo coi tempi e per tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali.

Ringraziamo la redazione sperando in una più ampia collaborazione possibile tra le associazioni citate nell’intervista ed il MIUR. In bocca al lupo per l’iniziativa.