Oggi (23 Gennaio) abbiamo avuto l’occasione di sentire telefonicamente la Presidentessa del Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento, Anastasia Maccarrone, che ci ha gentilmente concesso un’intervista.

Intervista

  • Abbiamo letto le dichiarazioni della Ministra Lucia Azzolina sui bandi imminenti, sembra sia tutto pronto, ma sulle possibili date non si sa ancora nulla, lei cosa ne pensa?
  • Difficile fare previsioni, si spera entro primavera. Il concorso ordinario su infanzia e primaria si aspetta da 2 anni, la politica aveva promesso di bandirlo parallelamente a quello straordinario e così non è stato. Piuttosto, è lecito fare un’altra domanda: quanti posti si metteranno a bando? Si ricorda che circa 48000 persone sono andate e/o andranno in ruolo con lo straordinario, un concorso non selettivo, nelle cui liste, già chilometriche, il Governo ha aggiunto anche gli idonei del concorso 2016.
  • In una delle sue dichiarazioni la Ministra dice “C’è poi anche il concorso ordinario su infanzia e primaria, qui il bando è pronto, stiamo rivedendo la tabella dei titoli per dare più valore al servizio”. Pensa che sia giusto nei confronti dei laureati che lei rappresenta?
  • Sembra una barzelletta e spero lo sia. In questo Paese si parla di futuro, di giovani, di quanto siano importanti lauree, abilitazioni, selezioni e formazione continua, ma quando si tratta di stabilizzazione, meritocrazia ed equità restano lontane dalla realtà, dalla scuola… dai bambini. Dare più valore al servizio significa, in sostanza, dare un ennesimo schiaffo ai laureati, ai titoli culturali e agli anni spesi per conseguirli. Se la scuola è un investimento e non una spesa, come la stessa Ministra ha dichiarato, è lo studio il valore imprescindibile, non gli anni di servizio, consequenziali e largamente valutati nella prova non selettiva 2018.
  • La Ministra si è detta più volte vicina agli specializzati sostegno, ma ancora non ha chiarito come intende stabilizzarli, lei si è fatta un’idea della situazione?
  • La questione è spinosa, ma è sempre la stessa: da una parte si chiedono insegnanti formati e selezionati, dall’altra si aumenta, di anno in anno, il precariato e si dimezzano le possibilità di stabilizzazione. Di contro, la mia idea di vicinanza agli specializzati sul sostegno didattico è la loro immissione in ruolo. Il TFA è un percorso altamente selettivo che prevede, oltre alle tre prove di accesso, preselettiva, scritta e orale, un altro anno di studio, 750 ore di formazione sul campo, tra tirocinio e laboratori obbligatori, 12 esami e tesi di laurea. Cosa devono dimostrare ancora questi docenti, non basta?
  • Come Coordinamento in che modo state operando per migliorare la qualità della scuola e anche per mettere un po’ di ordine in questo caos che regna sovrano nelle procedure di reclutamento?
  • Stiamo portando avanti delle proposte di reclutamento e di miglioramento delle condizioni lavorative. Non si può citare la nostra laurea come modello di riferimento per la formazione docenti, ma svalutarla sistematicamente quando si parla di stabilizzazione. Chiediamo procedure concorsuali ordinarie a cadenza biennale e in tutte le regioni, un canale straordinario come graduatoria permanente per tutti gli abilitati e con prova orale selettiva, accesso diretto al TFA sostegno didattico con semestre aggiuntivo per i laureati in Scienze della Formazione Primaria e il ruolo per tutti gli specializzati. Poi, il caricamento del punteggio su entrambe le classi di concorso e il ripristino delle due finestre semestrali di inserimento nelle graduatorie di istituto. Chiediamo valorizzazione e dignità della nostra laurea, selettiva in ingresso e professionalizzante. Chiediamo un cambiamento. Vero.

Ringraziamo Anastasia Maccarrone per il tempo dedicato, con l’augurio che si cominci a lavorare seriamente, da parte del MIUR, per una scuola di qualità, valorizzando il merito.

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