Scuola, Decreto milleproroghe ultime notizie: ecco tutti gli emendamenti Anief giudicati ammissibili e quelli bocciati

La I e V Commissione della Camera dei Deputati ha giudicato ammissibili diversi emendamenti presentati da Anief come soluzione a diverse problematiche urgenti che riguardano la scuola. Vediamo quali emendamenti sono stati ammessi e quali, invece, sono stati giudicati inammissibili.

Gli emendamenti Anief al Decreto milleproroghe giudicati ammissibili e quelli bocciati

Sono stati ammessi gli emendamenti relativi all’assunzione degli idonei del concorso per dirigenti scolastici (6.06, 6.29) e quello (molto importante) per la riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento (6.41). Andranno al voto anche gli emendamenti riguardanti la stabilizzazione dei precari già assunti con riserva destinatari di sentenza (6.24), l’eliminazione delle classi pollaio (6.45), l’assunzione di mille unità di personale Ata (6.9), l’eliminazione della riduzione dei posti per le Graduatorie regionali di merito ad esaurimento, Grme (6.19, 6.20), l’attribuzione dei posti di ‘Quota 100’ alle Graduatorie di merito 2016 (6.15).
Sono stati giudicati inammissibili, invece, gli emendamenti riguardanti il corso-concorso riservato ai dirigenti scolastici (1.37), quelli per la deroga alla mobilità quinquennale (6.18, 6.34), quello per la proroga dei contratti all’estero (6.08) e quello per la riserva dei posti per dirigenti tecnici (6.05).

Anief, Marcello Pacifico: ‘La politica deve affrontare una situazione molto difficile’

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha commentato: ‘Una situazione così difficile, mai così complessa, come quella che la scuola pubblica sta vivendo, rappresenta un problema serio, che la politica deve per forza di cose affrontare. Le nostre richieste, che non necessitano peraltro di particolari finanziamenti, garantirebbero, se approvate, la stabilizzazione di personale – docente, Ata e dirigente – già formato, scelto e pronto a subentrare su posti vacanti. E ridurrebbero di molto quel danno all’erario derivante dalla cronica violazione del nostro Stato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’UE, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a termine’.