Diplomati magistrali, il Miur accelera sui licenziamenti, Serafini: 'è gravissimo'
Diplomati magistrali, il Miur accelera sui licenziamenti, Serafini: 'è gravissimo'

L’idea di riaprire le Gae ha fatto riaccendere un barlume di speranza negli animi dei Diplomati Magistrali, sebbene da nessuna parte si contempli l’ipotesi, qualora l’emendamento della riapertura fosse veramente accolto, di un loro possibile inserimento.

La vera conquista degli ultimi mesi può senz’altro essere considerata la trasformazione della seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto in Graduatorie Provinciali. Tutto però si ferma qui. Niente bolle in pentola a favore di una via alternativa al concorso per l’accesso al ruolo degli insegnanti Dm.

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Vediamo dunque di analizzare in maniera molto semplicistica quelle che potrebbero essere delle idee alternative (senz’altro non nuove) attraverso cui essere assunti a tempo indeterminato, e facciamo le relative considerazioni.

Il caro vecchio Tfa

Per il posto comune nessuna sigla sindacale ha mai parlato o comunque ha mai focalizzato l’attenzione in maniera preminente sulla possibilità di reintrodurre il percorso abilitante del Tfa.

Volendo infatti fare un discorso logico e non prettamente giuridico, se il diploma magistrale non è considerato abilitante (su cui comunque ci sarebbe molto da ridire!), perché non permettere a chi ne è in possesso, di abilitarsi e magari accedere al ruolo anche attraverso questa via? Dopo anni di servizio ed esperienza in loco, superare un esame di abilitazione dovrebbe completare il profilo dell’insegnante a tutto tondo, essendo in possesso di tutti i crismi per saper insegnare.

E tra l’altro, se davvero fossero riaperte le Gae, essere in possesso dell’opportuna abilitazione, permetterebbe di bypassare il problema del diploma magistrale e gli insegnanti in questione vi potrebbero accedere, con ogni probabilità, di diritto, per poi inseguito aspirare al ruolo.

Le graduatorie provinciali

Altro aspetto su cui concentrarsi è quello attinente le graduatorie provinciali. Alcuni anni fa le stesse Graduatorie Ad Esaurimento, erano chiamate graduatorie provinciali, e si attingeva da queste graduatorie proprio per il ruolo.

Ora invece si tratterà solo di graduatorie provinciali “sui generis”, tramite le quali si potrà solo aspirare a contratti a tempo determinato al 30 giugno e, nella peggiore delle ipotesi, alle solite supplenze.

Perché invece non renderle a tutti gli effetti come le Gae?

Anche questo non è molto convincente.

Il precariato non risolto

Il MIUR cambia volto, si fa in 2, ma l’idea dell’accesso al ruolo solo tramite concorso permane.

Ma davvero creare solo continue graduatorie chilometriche di merito, bandendo a distanza di poco tempo continui concorsi, andrebbe a stabilizzare e a risolvere il precariato?

L’impressione generale è che chi si ritrovi ai vertici dell’Istruzione non abbia ancora trovato una vera soluzione…o che non la voglia davvero trovare. Soprattutto per i Diplomati Magistrali.