Concorsi scuola, ecco le nuove disposizioni contenute nell'ultimo DPCM
Concorsi scuola, ecco le nuove disposizioni contenute nell'ultimo DPCM

Le posizioni del MoVimento 5 Stelle sul reclutamento si allontanano sempre di più dalle richieste dei docenti precari, ogni giorno che passa. Una triste realtà che è stata verificata anche dai sindacati che hanno interrotto la trattativa con il ministero.

Posizioni dei sindacati

Requisiti di accesso: i docenti con 3 anni di servizio su sostegno senza specializzazione possono partecipare al concorso straordinario per la classe di concorso da cui sono stati chiamati avendone titolo.

Pubblicazione della banca dati dei quesiti

Punteggio prova scritta: massimo 30 punti. Valutazione dei titoli: massimo 70 punti (di cui 50 ai servizi come nel concorso straordinario per la scuola primaria e dell’infanzia). La proposta non inficia la selettività della prova che è superata comunque solo da chi ottiene 7/10.

Attribuire 5 punti per ogni anno di servizio.

Ridurre il numero dei quesiti e aumentare il tempo a disposizione.

Valutazione degli anni di servizio svolti su sostegno nella procedura concorsuale della classe di concorso.

Chiarire che gli specializzati/specializzandi su sostegno possono partecipare al concorso straordinario anche se i servizi relativi a posto di sostegno afferiscono a un ordine di scuola diverso.

I no del ministero

Sui concorsi ordinari il Miur ha detto no a:

  1. Definire il voto minimo per il superamento dell’eventuale prova preselettiva per garantire omogeneità su tutto il territorio nazionale
  2. Valutazione del servizio svolto su sostegno nella procedura concorsuale della classe di concorso
  3. Nella prova scritta del concorso ordinario II grado venga previsto lo stesso numero di quesiti per tutte le classi
  4. Prevede come lingue straniere le 4 lingue comunitarie maggiormente diffuse
  5. Eliminare la prova preselettiva ovvero pubblicare la banca dati dei quesiti (no eliminazione ma sì banca dati)

Questi invece i sì del ministero sui concorsi ordinari:

  1. Semplificare la tabella dei titoli (solo su titoli artistici)
  2. Chiarire a quale grado di scuola appartiene la classe A-23 (secondaria primo grado).

Solo uno sforzo mnemonico

Questa è la convinzione dei pentastellati al governo. È la motivazione che è stata data al rifiuto della approvazione della batteria dei test. Prevedere che le domande dei test siano estrapolate da un database già noto in precedenza non è un modo per valutare le competenze, bensì soltanto le capacità mnemoniche dei candidati.

Il commento del senatore Pittoni

“Il Governo e in particolare il premier Giuseppe Conte hanno poco da stupirsi per la rottura dei sindacati della scuola.” Questo il commento senatore della Lega Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama.

“Gli impegni sottoscritti l’aprile scorso prosegue il Senatore – che avevano portato alla rinuncia allo sciopero generale – sono stati disattesi. Manca la volontà di affrontare seriamente il problema del precariato e la responsabilità è soprattutto di Conte, visto che come nuovo ministro dell’Istruzione ha scelto Lucia Azzolina, che su tale fronte non ha mai manifestato aperture”.

Chiusure dannose ed incomprensibili

In una scuola che richiede sempre maggiore impegno a causa delle aumentate esigenze delle famiglie, appare totalmente il logico non dedicare una reale attenzione alla formazione degli insegnanti. La formazione sul lavoro è particolarmente raccomandata, a parole, dai diversi parlamentari del PD e del movimento, ma all’atto pratico si preferisce mettere in campo soluzioni cervellotiche in virtù di un presunto merito che dovrebbero garantire i concorsi. Ancora una volta il governo inciampa sulla scuola e sul reclutamento dei docenti a causa di posizioni preconcette e superate oramai dal tempo.