Nei gruppi Facebook dei docenti di scuola secondaria tengono banco due argomenti: l’apertura della piattaforma Indire e la questione della mobilità e del vincolo quinquennale. Il Coordinamento Nazionale docenti abilitati ha fornito una risposta, ricevuta dal ministero di Viale Trastevere ai quesiti posti dai docenti. Quella che segue è la risposta del ministero.

La risposta del Miur

1)Il vincolo quinquennale è stato inserito sulla base delle disposizioni legislative pre-esistenti, che facevano riferimento ad un iter transitorio – agevolato. Contestualmente, è necessario per garantire la stabilità del sistema e della continuità didattica.

 

2) Le percentuali della mobilità sono determinate dalla contrattazione con il tavolo sindacale, si è comunque data la priorità di immissione in ruolo ai vincitori di concorso, anche sul cosiddetto “posto dispari” residuale.

 

3) Non è prevista la riapertura delle GAE. Il Ministro ha rilasciato proprio in questi giorni diverse dichiarazioni che chiariscono questo punto fondamentale. Per quanto riguarda l’aggiornamento, si fa riferimento ad un iter legislativo consolidato.

 

4) Sono state prorogate le GM 2016 degli idonei per poterne garantire l’assorbimento, poiché si tratta di procedura concorsuale ordinaria.

 

5) Il ritardo della pubblicazione delle GMR 2018 è un problema ereditato dalla gestione precedente. Stiamo cercando di risolvere questo problema sollecitando gli USR di competenza.

 

6. “CANCELLAZIONE DA TUTTE LE ALTRE GRADUATORIE vanifica tutti i sacrifici fatti per formarsi e migliorarsi e punisce ingiustamente i più volenterosi e meritevoli.” Questo è inesatto, non sì è cancellati dalle graduatorie per titoli ed esami – c’è un*’lata garanzia per i concorsi ORDINARI.

 

Saluti

(* probabile refuso)

Considerazioni

Mi è stato chiesto di dire cosa ne penso di questa risposta. Andrò subito al dunque senza tanto tergiversare. La sensazione è che si tratti di una mancanza di volontà netta di risolvere le gravi criticità prodotte dall’ultimo decreto scuola e dalla legge di bilancio. Nel bando originale del transitorio 2018 non stava scritto da nessuna parte che i docenti avrebbero dovuto permanere per 5 anni sulla stessa scuola. Ed invece, come al solito, invece di provvedere con un decreto correttivo a ristabilire il naturale equilibrio, in nome di una presunta continuità didattica si è preferito liquidare la questione negando il sacrosanto diritto dei docenti a chiedere trasferimento così come previsto dal CCNL.

I docenti vengono così ingabbiati nuovamente in due categorie:

coloro che avevano fatto lo straordinario nel 2018 e coloro che lo stanno attualmente portando a termine. Il governo preferisce ancora fare figli e figliastri perché non c’è una vera volontà (e probabilmente nemmeno la competenza) necessarie per studiare a fondo la questione.

Pertanto il mio giudizio non può che essere negativo. Boccio sonoramente questa formulazione perché in questo modo si calpestano diritti sanciti costituzionalmente. L’auspicio è che presto la questione venga affrontata da un nuovo governo dove chi si occuperà di istruzione, sia veramente titolato per farlo.

Cominciamo a smontare il castelletto di falsità tirato su dal ministero. Non è vero che le disposizioni iniziali preesistenti disponevano la permanenza quinquennale sulla stessa scuola. L’ultimo decreto scuola esprime chiaramente il nuovo vincolo in deroga al CCNL.

E qui posso anche sbilanciarmi: Sono proprio curioso di vedere che cosa ne penseranno i tribunali.

Le percentuali della mobilità saranno anche state definite in accordo con i sindacati, ma la questione ben più grave della diminuzione in percentuale dei vari scaglioni non è stata nemmeno presa in considerazione. Questo determinerà l’abbandono definitivo della carriera per molti docenti. Defatigatorio attribuire al precedente governo la questione del ritardo della pubblicazione delle GMR. Chi è in carica in quel momento ha l’obbligo di prendere in carico la questione e risolverla. In relazione al punto 6 si può sicuramente contestare la risposta. Quando si ottiene un abilitazione è del tutto evidente che non viene cancellata per il solo fatto di riaffrontare un concorso abilitante.

 

Un diritto acquisito con merito non si cancella con un semplice sbrigativo comma per andare frettolosamente a pubblicare un bando in Gazzetta Ufficiale. Trovo estremamente grave rimangiarsi la parola data in precedenza di risolvere le questioni che riguardano i docenti abilitati della seconda fascia per poi abbandonarli al loro destino.