Scuola, congedo parentale e retribuzione

Il congedo parentale in ambito scolastico può essere chiesto dai docenti e dal personale ATA con figli entro i 12 anni, in qualsiasi momento, nel corso dell’anno scolastico. È opportuno precisare che anche i docenti con contratto a tempo determinato possono presentare richiesta per il congedo parentale: dunque, la normativa è la stessa che viene applicata per i docenti di ruolo. Un altro importante aspetto da sottolineare: il richiedente non è tenuto a recuperare le ore lavorative dovute.

Congedo parentale, cosa indicava la precedente normativa

Secondo la precedente normativa, il periodo di congedo parentale era pari a sei mesi che la lavoratrice madre poteva utilizzare fino al compimento dell’ottavo anno di età del figlio. Le percentuali di retribuzione erano le seguenti:

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  • retribuzione del 100% per il primo mese e del 30% per i seguenti 5 mesi, per un figlio sino a 3 anni di età;
  • dai 3 ai 6 anni di età del minore, la retribuzione poteva essere corrisposta solo se il reddito della madre richiedente risultava inferiore di 2,5 al minimo pensionabile corrisposto dall’Inps;
  • la retribuzione, invece, non veniva corrisposta in caso di figlio di età compresa tra i 6 e gli 8 anni.

Congedo parentale scuola, ecco come funziona

Il decreto legislativo N. 80/2015 ha introdotto alcune novità, per altro confermate dal successivo decreto legislativo N. 148/2015: la prima novità riguarda l’estensione a 12 anni, per quanto riguarda l’età del minore (rispetto ai precedenti 8), ai fini della richiesta del congedo parentale. Anche le percentuali di retribuzione, quindi, sono state oggetto di adeguamento: la prima fascia ora arriva fino ai 6 anni, la seconda dai 6 agli 8 anni, la terza dagli 8 ai 12 anni.
L’altra novità, invece, è rappresentata dalla possibilità di fruizione del congedo parentale ad ore anche per i dipendenti delle Pubbliche amministrazioni che, fino a quel momento, ne erano rimasti esclusi.

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Occorre accordarsi, comunque, con il dirigente scolastico per evitare che la fruizione del congedo possa creare dei problemi al sistema didattico.
In ogni caso c’è un limite di cumulabilità. La lavoratrice che utilizza il congedo parentale orario, non potrà contemporaneamente fruire:

  • del congedo parentale orario per altro figlio;
  • dei permessi per allattamento, anche per altro figlio;
  • dei permessi orari (di norma, due ore giornaliere ), in alternativa al prolungamento del congedo parentale a giorni, per l’assistenza ai figli disabili fino al compimento dei tre anni di vita.