Lavoratori: la stabilizzazione prevista risulta altamente instabile
Lavoratori: la stabilizzazione prevista risulta altamente instabile

I dati forniti ufficialmente dal ministero del lavoro riguardo la procedura di licenziamenti collettivi avviati dalla aziende riportano 3255 gli esuberi, più una marea infinita di part time. Confermata la data di assunzione: 1 marzo. Una platea di 3255 lavoratori che non ha potuto partecipare alla procedura, a marzo si ritroverebbe senza lavoro. Insieme a tutti coloro le cui domande non dovessero risultare in regola. Solo 7098 le assunzioni full time, tutto il resto part time a metà ore e metà stipendio. oppure in disoccupazione. Al tavolo del ministero del lavoro, la presenza dei sottosegretari all’istruzione ed al lavoro ed il loro impegno ad attivarsi per sottoporre la questione al governo e per l’apertura di un tavolo specifico.

Lavoro: l’obiettivo dell’SGB

In un recente comunicato SGB ha ribadito le sue intenzioni: la riduzione del precariato. Con tale spirito è stato pertanto presentato l’emendamento per stabilizzare i precari Isu. Un emendamento che, a detta dell’SGB, è stato trasformato di volta in volta da “sindacati compiacenti” all’interno di una legge che ha consentito alle aziende di passare all’incasso di ben 88 milioni di euro per “definire” i “cantieri scolastici” da completare.

Una legge che ha lasciato incompleto il sogno della internalizzazione di centinaia di lavoratori. Una legge che propone per l’ennesima volta ai lavoratori il grande incubo della precarietà. Come ricorda l’SGB la precarietà dovrebbe essere superata con misure che siano il risultato di un confronto, di un ragionamento serio sui numeri relativi alla platea dei lavoratori, un ragionamento serio sui posti accantonati.

SGB vuole impedire che nel prossimo futuro i lavoratori vengano assunti con un contratto part-time, venendo assegnato a 300 km di distanza dalle province d’origine. SGB ha chiesto urgentemente un tavolo alla presidenza del consiglio, con tutti gli attori interessati: il ministro del lavoro Catalfo e quello dell’istruzione Azzolina.