sciopero scuola

I sindacati hanno raggiunto un accordo per programmare uno stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, sciopero che si terrà il prossimo 17 marzo. Sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri appare l’informativa riguardante lo sciopero nazionale del 14 febbraio di tutto il personale della scuola. Il comunicato unitario delle diverse sigle sindacali stabiliva uno stato di agitazione per il prossimo 17 marzo. Tuttavia, la prossima settimana ce ne sarà un altro. La comunicazione è istituzionale. Questa suddivisione di date è stata contestata dai docenti precari perché potrebbe causare dispersione di consensi.

Questi ultimi non hanno ancora mandato giù la decisione del governo di proseguire sulla strada tracciata dall’ultimo decreto scuola. Come vi avevamo scritto ieri, durante un Question Time alla Camera dei Deputati, il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina aveva annunciato la prossima pubblicazione dei bandi di concorso. Si tratterà di attendere un paio di settimane e comunque si procederà entro il mese di febbraio per essere in tempo ad immettere in ruolo i nuovi docenti entro settembre 2020.

La richiesta di un’unica data

C’è confusione e rabbia tra i docenti precari che nei diversi gruppi Facebook criticano le posizioni assunte dai singoli sindacati di proclamare lo sciopero in due date diverse invece di convergere verso una unica data. È del tutto evidente, scrivono nei commenti, che si otterrebbe un risultato migliore unificando gli appuntamenti. In questo modo verrebbe garantita una massiccia adesione allo sciopero. Non è ottimale andare avanti ognuno di testa propria, affermano. Se davvero si vuole portare avanti una lotta per il rispetto di un diritto sancito dalla costituzione, parlando della stabilizzazione definitiva, è necessario fare numero per non correre il rischio di disperdere le forze e depotenziare la protesta.