ATA: accoglimento giudizio personale rettifica punteggio
ATA: accoglimento giudizio personale rettifica punteggio

Il mancato versamento previdenziale, in quanto inadempimento ascrivibile al datore di
lavoro, non deve ricadere sull’incolpevole dipendente scolastico; ed ancora, il DM 640/2017
(di ultimo aggiornamento graduatorie terza fascia Ata 2018-2021) non contiene alcuna
disposizione tesa ad escludere i rapporti di lavoro interinali dall’alveo di quelli che, resi presso
scuole non statali paritarie, possano validamente portare al riconoscimento del relativo
punteggio- Questa la linea difensiva portata avanti, dai legali Aldo Esposito e Ciro Santonicola, a
tutela degli ATA precari -innanzi alle Sezioni Lavoro della Magistratura Civile- che hanno subito,
in seguito ai controlli, la decurtazione del punteggio ed il licenziamento.

La parte ricorrente, precario A.T.A., assistente amministrativo e collaboratore scolastico, collocato
in Terza Fascia, nel richiedere l’inserzione in graduatoria (ultimo aggiornamento), aveva dichiarato
tutti i servizi prestati presso le scuole paritarie, taluni con contratto di lavoro interinale, altri con
contratto di lavoro a tempo determinato, ottenendo, grazie al punteggio riconosciuto, nuova
supplenza, nella qualità di assistente amministrativo, dal 31.10.2019 fino al 30.06.2019.

Sennonché il Dirigente, a seguito di verifiche sul servizio prestato, mediante contratto di lavoro
stipulato con una cooperativa esterna, della quale la scuola paritaria si era avvalsa per il
reclutamento, nonché ulteriore servizio, a tempo determinato, privo in parte della copertura
contributiva, non convalidava i punteggi, rettificandoli con decreto e licenziando il dipendente.

L’istante, ritenendo di aver subito un danno ingiusto, si è rivolto alla Magistratura civile vicentina,
territorialmente competente, rappresentando come:
– dall’esame del DM 640/2017, non si ritiene giustificabile la non valutabilità dei titoli di
servizio dichiarati e prestati con contratto di lavoro interinale presso scuole paritarie,
tradotto in collaborazione coordinata e continuativa;
– per quanto concerne il servizio effettivamente prestato e retribuito, nella qualità di
assistente amministrativo, presso l’Istituto Paritario, con contratto di lavoro a tempo
determinato, lo stesso non può che tradursi nel relativo punteggio, seppure i contributi
sono in corso di versamento. Operare diversamente significa, secondo i legali, far ricadere
l’inadempimento datoriale (eventualmente imputabile al direttore della scuola paritaria), sul
lavoratore in buona fede.

Investito della questione, il Giudice di Vicenza dr. Gaetano Campo, in data 30 gennaio 2020,
sulle richieste avanzate dagli avv.ti Aldo Esposito e Ciro Santonicola, ha così deciso (estratto
essenziale del dispositivo):

– Dichiara l’illegittimità del provvedimento di rettifica della graduatoria ATA, per il triennio
2018/2021 della Provincia di Vicenza e, per l’effetto, dichiara la correttezza del punteggio
originariamente attribuito al ricorrente.