Ancora un intervento del senatore Mario Pittoni in risposta all’onorevole Camilla Sgambato che è responsabile scuola del partito di Zingaretti.

In materia di istruzione i due partiti hanno idee diametralmente opposte. Questo specialmente parlando di docenti precari. Ecco che cosa scrive il Senatore sul suo profilo.

Il post

«Sbaglia Camilla Sgambato, responsabile scuola del PD, a rivolgersi alle organizzazioni sindacali quando afferma che “soltanto un dialogo costruttivo potrà coniugare le esigenze di stabilizzazione dei precari con il merito”. La “sordità” è tutta della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, supportata – oltre che dai 5 Stelle – proprio dal Partito Democratico, corresponsabile del via libera al decreto Scuola non a caso ribattezzato “ammazza-precari”, a conferma della disponibilità del PD ad appiattirsi su qualsiasi scelta grillina, pur di non ridare la parola ai cittadini». Lo dichiara il senatore della Lega Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama. Governo PD 5 stelle

Governo sordo alle esigenze dei docenti precari

«Contrariamente a quanto sostiene la senatrice Bianca Laura Granato (M5S), che parla di “assurde richieste dei sindacati”, quando la prova concorsuale è effettuata nella modalita di test a risposta chiusa multipla, l’amministrazione può scegliere tra pubblicare preventivamente (20-25 giorni prima) la completa batteria dei test elaborati (solitamente in ragione di un rapporto prossimo a 1:50) da cui verranno estratti i test somministrati per la prova d’esame, oppure limitarsi a elaborare – senza renderli pubblici – i test occorrenti, di fatto però trasformando il concorso in una lotteria».

Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama. «In genere – spiega Pittoni – si opta per la pubblicazione dei test, onde evitare contestazioni successive all’espletamento delle prove in merito alla validità di uno o più dei quesiti proposti. Con la pubblicizzazione preventiva, infatti, chiunque ha la possibilità di contestare la validità del singolo test e l’amministrazione, ove riscontri un vizio, procederà a togliere il test contestato, evitando contenziosi che spesso vedono soccombere l’amministrazione. Al contrario, si propende per la somministrazione diretta dei test quando sussistano difficoltà organizzative o temporali tali da imporre all’amministrazione un drastico accorciamento dell’iter procedurale per l’elaborazione dei test (scadenza di termini perentori, mancanza di adeguati supporti tecnico-scientifici, assenza di adeguate strutture informatiche atte a garantire l’operatività e la trasparenza del lavoro dei comitati tecnico-scientifici che elaborano i test ecc.).

La tesi dei sindacati, che chiedono la pubblicazione dei test, è pertanto fondata. La pre-pubblicazione metterebbe al riparo da contenziosi sul contenuto delle prove. Inoltre ai candidati, cui si chiede di superare una soglia minima di non poco conto, verrebbe garantita la possibilità di verificare preventivamente la loro preparazione su un programma vastissimo: il superamento della prova non equivarrebbe, come affermato impropriamente dalla senatrice Granato, a un esercizio mnemonico, bensì sarebbe la dimostrazione di aver approfondito tutte le parti del programma oggetto della batteria. All’opposto il semplice superamento della prova su un insieme di test che comunque costituiscono una parte limitata del programma, rischia – conclude Pittoni – di essere solo un fatto casuale e aleatorio».