sanzioni
La Cassazione apre ai DM

Il dirigente scolastico che irroga una sanzione disciplinare a un docente commette un abuso. Nei gruppi Facebook dei docenti capita spesso di imbattersi in post di contestazioni in cui gli insegnanti lamentano di aver subito un abuso, ai limiti del mobbing. Il primo consiglio che in genere viene dato è quello di rivolgersi ad un sindacato per la tutela della propria posizione e del proprio contratto. Tuttavia può risultare utile sapere che, il dirigente scolastico non è l’organo competente in casi del genere.

La sentenza della Cassazione

La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione il 20 novembre 2019 (Ordinanza n. 30226), ha confermato la tesi sostenuta da una docente che si era vista giudicare dal D.S. anziché dall’U.P.D. In prima battuta si era rivolta al Tribunale, che aveva annullato la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio per sei giorni, irrogata nei suoi confronti dal Dirigente Scolastico, ritenendo lo stesso incompetente rispetto alla conduzione del procedimento disciplinare (con violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55-bis): per la violazione perseguita, pur nella fascia più bassa, era prevista la sanzione massima edittale, su cui doveva misurarsi il riparto di competenza tra D.G. e U.P.D. (ufficio per i procedimenti disciplinari), della sospensione fino ad un mese (D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 492, c. II, lettera b). La Cassazione, interpellata dal MIUR, ha ribadito che l’attribuzione della competenza al Dirigente della struttura cui appartiene il dipendente o all’Ufficio per i procedimenti disciplinari (ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 55-bis) si definisce solo sulla base delle sanzioni edittali massime stabilite per i fatti, come indicati nell’atto di contestazione, e non sulla base della misura che la P.A. possa prevedere di irrogare (così anche Cass. 2 agosto 2019, n.20845.

 

Qual è la procedura corretta

Al procedimento disciplinare del personale docente della scuola, fermo restando le sanzioni disciplinari previste dal D.Lgs. n. 297 del 1994, si applicano le regole procedimentali dettate all’art. 55 bis del D.Lgs. n. 165 del 2001, modificato dal D.Lgs. n. 75 del 2017.
Pertanto, nel caso in cui non siano rispettate queste direttive, il docente oggetto della sanzione può tranquillamente contestarla e richiedere che vengano applicate le regole procedimentali succitate.
Ciò che è importante tenere presente è che, per individuare l’organo competente occorre aver riguardo alla “sanzione edittale” e non a quella in concreto applicata.