Scuola, diplomati magistrale ultime notizie: accolto appello cautelare per inserimento in Gae
Scuola, diplomati magistrale ultime notizie: accolto appello cautelare per inserimento in Gae

In merito al prossimo concorso infanzia e primaria, c’è da registrare la nuova sentenza emessa dal Tar del Lazio, in merito all’equiparazione dei diplomi sperimentali rilasciati da Istituti magistrali.
Nella fattispecie, la parte ricorrente ha chiesto l’annullamento del D.M. N. 374/2017 nella parte in cui viene differenziata la posizione di chi ha conseguito il diploma magistrale sperimentale rispetto agli altri diplomati magistrali. Ciò comporta l’impossibilità della presentazione della domanda di inserimento nelle graduatorie di circolo e istituto.
Nella sentenza del Tar vengono specificate le motivazioni secondo le quali il ricorso debba trovare accoglimento, in quanto si discrimina la posizione dei ricorrenti rispetto a quella dei diplomati magistrali. Dunque, il diploma di maturità linguistica va equiparato a quello magistrale.

Concorso infanzia e primaria, diploma magistrale a indirizzo linguistico va considerato tra i titoli di accesso

Nella sentenza del Tar del Lazio si legge che “a prescindere dall’interpretazione letterale del bando e dalla considerazione che le materie di insegnamento dei due indirizzi di studio dell’Istituto magistrale statale frequentato dalla ricorrente non erano, in parte, coincidenti – ritiene il Collegio che il diploma di maturità linguistica in possesso della ricorrente rappresenti titolo valido per l’ammissione alla procedura concorsuale oggetto della impugnata esclusione” (Cons. Stato, Sez. VI 17 settembre 2014, n. 4723; in termini anche ordinanza 18 settembre 2015, n. 2218 e, tra le più datate, Cons. Stato, sez. VI, 3 dicembre 2009, n. 7550) (così, Cons. Stato, VI, n. 2316 del 2018 cit.)”.
Secondo il comma 1 dell’articolo 2 del Decreto Interministeriale del 10 marzo 1997 si evince che ‘I titoli di studio conseguiti al termine di corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’Istituto magistrale iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002, conservano in via permanente l’attuale valore legale e consentono di partecipare alle sessioni di abilitazione all’insegnamento nella scuola materna …nonché ai concorsi ordinari per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare, secondo quanto previsto dagli articoli 399 e seguenti del citato decreto legislativo n. 297 del 1994’.

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Le motivazioni del Tar

Pertanto, il Tar ha ritenuto che ‘dalla lettura della citata disposizione emerge che non vi è indicazione alcuna della tipologia del titolo sperimentale (indirizzo linguistico o indirizzo pedagogico) rilasciato, riferendosi la disposizione ai “titoli di studi conseguiti al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali dell’istituto magistrale”, in tal modo attribuendo rilievo non alla specificità dell’indirizzo quanto piuttosto alla scuola che lo ha rilasciato.
Tale configurazione della disposizione normativa lascia ritenere, dunque, che non vi sia differenza effettivamente rilevante tra i titoli sperimentali rilasciati, ma che ciò che conta è la circostanza che il titolo venga rilasciato da un Istituto magistrale. Di conseguenza, i titoli sperimentali rilasciati da tali scuole risultano equiparati e tanto anche ai fini abilitanti per la partecipazione al concorso per cui è causa.
In conclusione, le argomentazioni sopra svolte inducono a ritenere l’esistenza di una equiparazione dei diplomi sperimentali rilasciati da Istituti magistrali (a indirizzo linguistico) valida anche ai fini della partecipazione del concorso oggetto del presente giudizio. Ne discende l’accoglimento del ricorso proposto nel termine di cui in motivazione. In considerazione delle peculiarità del giudizio e del mutamento di orientamento giurisprudenziale devono ritenersi sussistenti eccezionali motivi per compensare le spese di lite tra le parti.’