Scuola, permessi docenti per concorsi ed esami: cosa dice la normativa
Scuola, permessi docenti per concorsi ed esami: cosa dice la normativa

Sono diversi i docenti di ruolo ma anche supplenti che chiedono delucidazioni in merito alla fruizione dei permessi per i concorsi e gli esami. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, distinguendo il personale con contratto a tempo indeterminato e il personale con contratto a tempo determinato.

Permessi per concorsi ed esami docenti di ruolo

Il personale docente e ATA ha diritto a 8 giorni di permesso, durante l’anno scolastico, per partecipare come candidato a concorsi o ad esami: in questi 8 giorni sono compresi anche i giorni di viaggio per raggiungere la sede dell’esame o del concorso. In merito alla retribuzione, tali giorni di permesso vengono interamente pagati oltre ad essere valutati ai fini dell’anzianità di servizio e al fatto di non produrre una riduzione delle ferie.
Possono essere fruiti soltanto per le prove d’esame ma non per la preparazione alle stesse e possono essere fruiti per qualsiasi tipologia di concorso o esame, a patto che il dipendente produca idonea documentazione per giustificarne la richiesta e la conseguente fruizione (per idonea documentazione si intende l’attestazione di partecipazione all’esame o al concorso, comprovante il giorno o i giorni di svolgimento degli stessi). I permessi possono essere fruiti anche se l’esame o la prova di concorso si svolge al di fuori dell’orario di lavoro.
Possono essere fruiti dal personale a tempo parziale, in proporzione alle giornate di lavoro settimanale previste (l’amministrazione individua i giorni di permesso spettanti a ciascun dipendente a tempo parziale, in relazione all’orario di lavoro di ciascuno di essi).

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Permessi per concorsi ed esami docenti non di ruolo

Anche chi ha sottoscritto un contratto a tempo determinato ha diritto, come per i ‘colleghi’ di ruolo, a 8 giorni di permesso per concorsi ed esami. La differenza rispetto al personale di ruolo e non di ruolo riguarda gli aspetti economici e giuridici: infatti, per il personale assunto a tempo determinato gli 8 giorni non sono retribuiti e non sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio. In merito agli altri aspetti, resta valido quanto sopra esposto in merito alla normativa vigente per i docenti di ruolo.