Scuola, AFAM ultime notizie: ecco le priorità del personale segnalate al ministro Manfredi
Scuola, AFAM ultime notizie: ecco le priorità del personale segnalate al ministro Manfredi

Il sindacato Anief ha incontrato il Ministro Manfredi per fare il punto della situazione in merito al settore AFAM. In una nota, si sottolineano le enormi difficoltà da superare, come gli organici bloccati dall’anno 2000, dall’assenza di una disciplina organica di settore, dei regolamenti applicativi della legge di Riforma e dall’assoluta urgenza di riscrivere i pochi regolamenti emanati, a partire dal DPR 132/2003.

AFAM, Anief incontra il ministro Manfredi

Inoltre, Anief, sottolinea ‘l’assenza strutturale di un centro cui affidare la gestione del Sistema e la programmazione e lo sviluppo delle Istituzioni: ad oggi manca da oltre 10 anni il CNAM, manca un’articolazione MIUR dedicata all’AFAM in grado di gestire anche solo l’ordinario (Direzione generale, dirigenza e funzionari non ci sono e/o sono sotto-stimati), e in questo contesto gli Organismi di rappresentanza costituiti (conferenze dei Direttori e dei Presidenti, degli Studenti) incidono poco per mancanza di interlocuzione e/o per sovrapposizione di ulteriori Commissioni ministeriali senza alcuna capacità di rappresentare il sistema (da ultimo la Commissione voluta da Bussetti per riscrivere le regole di sistema, completamente estranea e non rappresentativa del mondo AFAM).’

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Le priorità per il personale AFAM

Il sindacato Anief, sottolineando come siano ancora in corso le procedura di nomina dei docenti precari inseriti nelle graduatorie Nazionali, ritiene che siano urgenti i seguenti interventi, sollecitati al ministro Manfredi:
– Ritiro del DPR 143/2019 sul reclutamento del personale e sua riscrittura in termini più aderenti alle necessità: del Sistema e del personale precario in servizio da oltre 36 mesi;
– Strutturazione di una Direzione generale implementata di forza-lavoro e competenze. Ricostituzione del CNAM e riconoscimento di ruolo e funzioni delle Conferenze, con conseguente chiusura delle esperienze-tampone finora praticate (Commissioni varie non rappresentative);
– Investimenti in conto capitale sulle istituzioni, dando finalmente efficacia alle norme sull’edilizia universitaria anche in ambito AFAM.