UNICOBAS e la richiesta di revocare gli scioperi: ecco la risposta del sindacato tramite comunicato giunto alla nostra redazione.

Unicobas: Sì allo sciopero, no alla revoca

Il comunicato Unicobas: “La Commissione di garanzia volutamente “esagera” e adesso, solo perché lo hanno fatto Confederali ed Autonomi, pretenderebbe la revoca anche da noi, quando persino in Lombardia e Veneto le scuole sono chiuse solo fino al 2 Marzo. Dove c’è l’onere di andare a scuola, ci deve essere anche il diritto di scioperare: altrimenti che precedente sarebbe per il diritto di sciopero? Il nostro non è uno sciopero nella Sanità. Questa è la nostra linea: domani la ribadiremo alla Commissione. Peraltro, se vogliono bloccarci, devono assumersene la responsabilità diretta, non con un generico “invito” a revocare gli scioperi, bensì con un atto d’autorità, così tutti sapranno. CONFEDERALI, SNALS E GILDA hanno revocato lo sciopero del 6 marzo, NOI NO!!!

Proprio ieri scrivevamo: “Sembrerebbe uno ‘sciopero’ fatto apposta per essere revocato domani 24 Febbraio prima del previsto incontro col ministro, ‘appoggiandosi’ anche al problema epidemiologico ed all’invito – non cogente – che prontamente la Commissione di Garanzia indirizza a tutti chiedendo la sospensione degli scioperi fino a tutto Marzo. Ma gli scioperi non solo veicoli di contagio (semmai il contrario) e l’Unicobas non revoca nulla”. AVEVAMO RAGIONE… DEL RESTO lamentavano solo la rottura del tavolo relativo al concorso (cosa che non risolve i problemi strutturali del precariato), tiepidi sui nuovi, onerosi, percorsi di “abilitazione” per “spennare” gli aspiranti docenti. Lamentavano la mancata sanatoria di 2000 Dsga facenti funzione (cosa giusta ma non sufficiente); il mancato accordo sulla mobilità, territoriale e professionale (perché i pronta-firma, anziché pretendere l’abolizione della cattiva scuola renziana e della chiamata diretta, preferiscono “amministrare” in proprio le vergogne – mancanza di titolarità, etc. – che quella legge ha creato).

Poco o nulla sul contratto, e nulla sull’incombente regionalizzazione, sugli ATA ex Enti locali e su tutto il resto.”