Pensioni
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Pensioni e Scuola – Continuano a pervenire le domande dei nostri lettori circa la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro. Ci scrive Sonia che dice di non aver fatto la domanda pur rientrando nella categoria dei lavoratori precoci e chiede che cosa può fare adesso. Innanzitutto consigliamo alla nostra lettrice di affrettarsi a presentare la domanda in quanto i termini per chiedere questo beneficio stanno per scadere.

Domanda di pensione e finestra d’uscita: quali le categorie dei lavori usuranti

Gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli educatori degli asili nido rientrano nella categoria dei lavoratori che svolgono attività usuranti. Possono beneficiare del diritto alla pensione con quota 41. Tuttavia il requisito del lavoro precoce di almeno 12 mesi non basta. Occorre anche uno stato sociale precario o di disagio ed essere lavoratori dipendenti, addetti alle attività usuranti o ai lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

Pensioni: la verifica dei requisiti

Per usufruire della pensione è necessario presentare una domanda entro il 1 marzo 2020. L’INPS avrà cura di verificare se l’interessata ha diritto al riconoscimento del beneficio. Ma non è detto che l’Inps poi riconosca la pensione. L’accettazione delle istanze è riconosciuta, infatti, solo nell’ambito di specifici vincoli di bilancio annuali. Pertanto, se i fondi risultassero insufficienti, l’interessato, benché in possesso dei requisiti, potrebbe subire un posticipo nella decorrenza della prestazione. Alla peggio, dovrà attendere l’anno successivo. Da ricordare che per la pensione con quota 41 vige la regola della non cumulabilità con redditi da lavoro. La finestra d’uscita per la pensione con quota 41 si apre tre mesi dopo la maturazione del requisito contributivo, cioè dopo il versamento effettivo di 2.132 settimane.

La disposizione normativa sulle pensioni

Per il personale del comparto scuola ed AFAM si applica l’art. 59, comma 9 della legge n. 449/1997, che così recita: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.