Coronavirus, Governo e sindacati firmano protocollo per tutela dipendenti pubblici

È stato reso noto il testo definitivo del DPCM recante le misure di contenimento del contagio Covid-19 – Coronavirus, sia nelle cosiddette ‘zone rosse’, sia nelle Regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Il testo definitivo è stato pubblicato poco fa ed è scaricabile in fondo all’articolo.

DPCM recante le misure di contenimento contagio coronavirus: zone allegato 1

Per quanto riguarda le misure urgenti di contenimento del contagio nelle zone di cui all’allegato 1, le zone interessate sono i comuni di: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini in Lombardia e Vo’ Euganeo in Veneto.
Il decreto prevede la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonchè delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; la sospensione dei viaggi di istruzione fino al 15 marzo 2020; la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private.

Coronavirus, sospensione attività didattiche in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: personale ATA al lavoro, docenti no

In merito alle misure urgenti di contenimento del contagio nelle zone di cui all’allegato 2, si tratta delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e delle province di Pesaro – Urbino e Savona.
Il decreto, in questo caso, prevede la sospensione sino all’8 marzo 2020 dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonchè delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per la professione sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei corsi per medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonchè delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curricolari e/o in maniera telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario.

Chiusura scuole e sospensione attività didattiche, la differenza tra i due casi

Come già in precedenza ricordato, con la sospensione delle attività didattiche, il personale ATA deve recarsi al lavoro visto che questa normativa prevede soltanto l’interruzione delle lezioni. Le scuole resteranno, dunque, aperte: il Dirigente Scolastico e il personale ATA saranno chiamati a garantire il servizio e, in caso di assenza, questa dovrà essere giustificata. In questo caso il personale docente non sarà tenuto a recarsi a scuola, sempre che le scuole non attivino la cosiddetta ‘didattica a distanza’.
Nel caso di chiusura delle scuole, invece, è imposto il divieto di accesso ai locali per tutto il personale e per gli studenti. Le assenze non devono essere giustificate, non comportano decurtazione economica o richieste di recupero.