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Ieri sera è stato varato un nuovo DPCM sull’emergenza Coronavirus, con ulteriori disposizioni e chiarimenti per la chiusura delle scuole, la sospensione delle attività didattiche nelle interessate e varie indicazioni per Università e AFAM. Le riassumiamo di seguito.

Scuola e Coronavirus, situazione al 2 marzo

In virtù della ‘crisi nazionale‘ dovuta al Coronavirus, il nuovo DCPM dispone:

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  • la  chiusura delle scuole statali e paritarie, asili comunali, sedi di formazione professionale, sedi universitarie in 11 comuni (10 in Lombardia e 1 in Veneto)
  • nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e nelle province di Pesaro e Urbino e Savona è prevista la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, dell’attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado, fino all’8 marzo;
  • provvedimenti per tutte le regioni e province:
  1. sospensione delle gite e dei viaggi di istruzione fino al 15 marzo con la possibilità di rimborso per causa di forza maggiore;
  2. il Ministero dell’Istruzione con una faq ha chiarito che la sospensione riguarda anche i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), in quanto attività assimilate alle uscite didattiche;
  3. certificato di riammissione obbligatorio per chi rientra nelle scuole dopo assenze di 5 giorni per malattia fino al 15 marzo;
  4. nella scuola per l’infanzia, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche amministrazioni aperti al pubblico, sono valide le informazioni sulle misure di prevenzione rese note dal Ministero della salute (norme igieniche).

Nelle zone ritenute a maggiore sensibilità al contagio tale da giustificare la chiusura delle scuole o la sospensione delle lezioni, è consigliabile adottare:

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  • per docenti e alunni didattica a distanza,
  • per gli insegnanti riunioni collegiali a distanza,
  • per il personale ATA, riduzione al minimo delle presenze in ore ben circoscritte della giornata.

Occorre favorire in ogni caso forme di flessibilità e lavoro agile per il personale affetto da patologie, che debba accudire figli o assistere i familiari.
Le indicazioni riguardano anche le scuole non statali e della formazione professionale.

Università e AFAM

Nel DPCM viene detto nuovamente che per lo svolgimento delle attività didattiche nei settori di università e AFAM legate all’emergenza sanitaria, le attività didattiche, laddove possibile, possono essere svolte con modalità a distanza, tendendo conto delle esigenze degli studenti con disabilità.

Dopo il ripristino dell’ordinaria funzionalità, il recupero delle attività formative o delle eventuali prove di verifica funzionali al completamento delle attività didattiche, dovranno essere assicurati.

Le assenze degli studenti a causa dei provvedimenti presi per contenere il contagio, non sono computate per l’ammissione agli esami finali e ai fini delle relative valutazioni.