Riapertura scuola,

L’emergenza coronavirus nel nostro Paese coinvolge molto da vicino la scuola: ci si interroga soprattutto sulla possibile proroga della chiusura di tutte le scuole e su quelli che possono essere i possibili scenari per il futuro. Un articolo firmato dal giornalista di ‘Repubblica’, Corrado Zunino, ha messo in evidenza ciò che potrà accadere nelle prossime settimane.

Chiusura scuole per emergenza coronavirus: proroga sempre più probabile, gli scenari

Nonostante la fake news diffusasi in Rete ieri in merito alla conferma della chiusura delle scuole fino al 5 aprile, le possibilità che si arrivi ad una proroga si fanno, giorno dopo giorno, ora dopo ora, sempre più probabili, visto l’aumento dei contagi. Lo ha lasciato intendere il Ministro per le Infrastrutture, Paola De Micheli: ‘Non escludiamo allungamenti della data di chiusura delle scuole, sono pronta a sostenere decisioni anche più radicali pur di fermare il contagio’.

Il virologo Roberto Burioni e il primario infettivologo dell’ospedale ‘Sacco’ di Milano, Massimo Galli si sono detti favorevoli alla proroga. Il dottor Federico Gelli, coordinatore dell’Unità di crisi della Asl Toscana centro, ritiene che il picco del coronavirus verrà raggiunto all’inizio del mese di aprile.

Il Ministero dell’Istruzione è consapevole di questa situazione e sta correndo ai ripari: si sta cercando di organizzare il lavoro della didattica a distanza, seppur tra mille difficoltà, ipotizzando un rientro a scuola per il 6 aprile o per il giorno 15, dopo le vacanze pasquali.

Didattica a distanza, in diversi casi non si può

La preside dell’Istituto comprensivo di Codogno, Cecilia Cugini, si rende perfettamente conto che non si potrà tornare a fare lezione nel giro di 10 giorni: ha ammesso che nei primi giorni ci si è mossi in maniera disordinata in quanto si pensava al breve periodo; ora, invece, ci si è resi conto come fosse necessario cambiare strategia, pensando ad un’emergenza che possa andare avanti per un altro mese.

‘I presidi e i docenti sono dispiaciuti – ha dichiarato Cecilia Cugini a ‘Repubblica’ – perché non stiamo raggiungendo tutti i nostri alunni. Non tutti hanno a casa il PC, ci sono figli di stranieri: a questi portiamo materiale cartaceo a casa, in bicicletta’.

Sale la polemica: alcuni presidi imporrebbero la presenza ai docenti

Intanto sale la polemica in Rete in merito agli obblighi di presenza che alcuni presidi starebbero imponendo ai docenti, in merito all’organizzazione delle videolezioni: ‘Non possono mettere a rischio la nostra salute convocandoci a decine in stanze non sanificate’. Unicobas, intanto, ricorda che le lezioni a distanza non sono sul contratto e che vanno pagate come straordinario.