Coronavirus, Governo e sindacati firmano protocollo per tutela dipendenti pubblici

Aumenta l’emergenza coronavirus nel nostro Paese. Il governo, ieri sera, ha emesso un nuovo decreto che entrerà in vigore nelle prossime ore e che sarà valido fino al 3 aprile, attraverso il quale viene sancita, di fatto, la ‘chiusura’ della Regione Lombardia e di altre 11 province (Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria).

Il Governo ‘chiude’ la Lombardia e altre 11 province

Il decreto impone di ‘evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita, nonché all’interno dei territori, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza’. Prorogata la chiusura delle scuole fino al 3 aprile.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha chiesto ‘il contributo dei cittadini: bisogna mutare i nostri comportamenti per provare a vincere questa sfida’.

Nelle prossime ore sarà firmato un secondo decreto che chiude in tutta Italia discoteche, sale giochi, pub, sale scommesse oltre a ‘raccomandare di limitare la mobilità al di fuori dei propri luoghi di dimora’.

I nuovi provvedimenti contro il coronavirus

Gli spostamenti vanno evitati, salvo indifferibili esigenze di lavoro o casi di emergenza. Disposto il divieto in tutta Italia di eventi e party, nessuna attività in sale giochi e Bingo. In Lombardia e nelle altre 11 province potranno arrivare i treni e gli aerei. Il traffico, dunque, verrà ugualmente garantito, ma i viaggiatori dovranno dimostrare di avere le ‘esigenze lavorative indifferibili o gravi motivi di emergenza’. In caso contrario non potranno accedere ai varchi. Resta, comunque, ancora da chiarire in che modo verranno effettuati i controlli: si può facilmente intuire, comunque, che la ‘motivazione’ dovrà essere comunicata al momento dell’imbarco sul volo o nella stazione di partenza in modo da evitare inutili spostamenti. Saranno le forze dell’ordine a garantire il rispetto delle norme stabilite dal decreto del governo.

Bar e ristoranti potranno rimanere aperti ‘ma sarà obbligo del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro’. In caso di violazione della disposizione, scatterà la sanzione della sospensione dell’attività. Per quanto riguarda le altre attività commerciali, anche in questo caso valide per tutta Italia, ‘il gestore dovrà garantire un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori’.

Il decreto ‘sospende le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi’.

Il provvedimento del governo stabilisce, tra l’altro, che ‘l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro’.