Cobas scuola, 'le indicazioni dal Decreto Cura Italia sono ignorate in molte scuole della Provincia di Bologna'
Cobas scuola, 'le indicazioni dal Decreto Cura Italia sono ignorate in molte scuole della Provincia di Bologna'

Un vero e proprio caos, quello accaduto sabato sera, in prossimità della pubblicazione del nuovo decreto del Governo per l’emergenza coronavirus, quello della ‘chiusura’ della Regione Lombardia e di 14 province appartenenti alla ‘zona rossa’.  Ancor prima della pubblicazione del decreto, le stazioni ferroviarie di Milano, nel giro di poche ore, si sono riempite di cittadini terrorizzati dall’ipotesi della chiusura della Lombardia: una vera e propria ‘fuga per la salvezza’ dalla regione, prima che scattasse il divieto.

Governo e Regioni, lite per il decreto sul coronavirus: fuga dal Nord verso il Sud

In precedenza, la bozza ha girato per ministeri e regioni, secondo quanto previsto dall’iter del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, un iter che impone la raccolta dei pareri di tutte le autorità competenti. Poi, intorno alle 20,30, prima il ‘Corriere’ ha confermato le anticipazioni sulla ‘chiusura’ della Lombardia, poi su Facebook, la pagina Lega-Salvini rilancia la notizia. Anche la CNN riporta l’indiscrezione sostenendo di averla ricevuta dall’ufficio stampa della Regione Lombardia, il quale successivamente provvederà a smentire.

Dopo un primo annuncio della conferenza stampa di Giuseppe Conte per le 00,40, il tutto viene rinviato alle 2,15: in pratica, dalla pubblicazione della bozza all’annuncio del Governo sono passate quasi 6 ore, tanto sono bastate per far scoppiare il caos nelle stazioni ferroviarie con migliaia di persone in fuga verso il Sud.
I presidenti delle Regioni coinvolte nel provvedimento si sono messi contro “un provvedimento che non è farina del nostro sacco”: Luca Zaia è convinto che il governo non si sia “fidato”del comitato scientifico regionale. ‘Volevamo metterci del nostro – ha dichiarato Luca Zaia – non ci è stato dato il tempo necessario. Ho sentito l’ultima volta Fontana e Bonaccini alle 2,30 di notte ed eravamo ancora convinti, prima di vedere la sorpresa della conferenza stampa del premier, che ci fosse la possibilità di arrivare al mattino’.

Emergenza coronavirus, i Governatori alzano lo scudo

Intanto, i Governatori delle regioni del Sud alzano lo scudo contro l”invasione’ dal Nord: emanata una sfilza di ordinanze che, di fatto, impongono isolamento e auto-quarantena a chiunque rientri dalle zone a rischio. Michele Emiliano, governatore della Puglia, lancia l’appello: ‘Fermatevi, tornate indietro: non portate nella vostra Puglia l’epidemia lombarda, veneta ed emiliana‘.
Secondo l’ordinanza della Regione Calabria, chi arriva dalle zone “arancioni” deve comunicarlo ai medici o al numero verde preposto e mettersi in isolamento. Ordinanze, più o meno simili, anche in Campania e in Sicilia, dove il governatore Musumeci si è dichiarato ‘pronto al peggio’.
La governatrice della Calabria, Jole Santelli: ‘È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza’.