Coronavirus, scuole chiuse e personale Ata: non solo #iorestoacasa ma anche #iostocongliAta
Coronavirus, scuole chiuse e personale Ata: non solo #iorestoacasa ma anche #iostocongliAta

Le nuove misure stringenti riguardanti l’emergenza coronavirus hanno stabilito, tra l’altro, la chiusura delle scuole in tutta Italia, sino al prossimo 3 aprile: in realtà, si tratta di sospensione delle attività didattiche per cui il personale Ata dovrà, comunque, prestare servizio. Un aspetto che sta suscitando la vibrante protesta dei lavoratori che si ribellano alla mancata considerazione da parte del Governo nei loro confronti.

#iostocongliAta, la nota Flc-Cgil sulla chiusura delle scuole per emergenza coronavirus

Il sindacato Flc-Cgil ha provveduto ad emettere un comunicato che vuole denunciare questa situazione. Si fa riferimento alla nota Miur N. 279 dell’8 marzo scorso dove si prevede quanto segue (per docenti, amministrativi e tecnici): ‘I dirigenti scolastici organizzano le attività necessarie concernenti l’amministrazione, la contabilità, i servizi tecnici e la didattica, avvalendosi prevalentemente (per quanto possibile) della modalità a distanza, secondo le modalità semplificate previste dalla nota 6 marzo 2020, n. 278’.
Per quanto riguarda il personale collaboratore scolastico, invece, ‘considerata la sospensione delle lezioni prevista dal DPCM, l’emergenza in atto e la necessità di contenere il più possibile gli spostamenti fisici delle persone per ragioni lavorative e viste le mansioni previste per questo profilo dal CCNL,’ si prevede che ‘il Dirigente scolastico, constatata l’avvenuta pulizia degli ambienti scolastici, limiterà il servizio alle sole ulteriori prestazioni necessarie non correlate alla presenza di allievi, attivando i contingenti minimi stabiliti nei contratti integrativi di istituto ai sensi della legge 146/90. Le predette prestazioni saranno rese, informata la RSU e/o le OO.SS. territoriali, attraverso turnazioni del personale tenendo presente condizioni di salute, cura dei figli a seguito della contrazione dei servizi di asili nido e scuola dell’infanzia, condizioni di pendolarismo per i residenti fuori del comune sede di servizio, dipendenti che raggiungono la sede di lavoro con utilizzo dei mezzi pubblici.’

I dirigenti – come viene indicato dalla nota sindacale – garantiscono i servizi minimi come da contratto integrativo di istituto, mediante una turnazione disposta dal DSGA secondo i criteri espressi nella circolare medesima. Tale principio si applica anche ad altri profili ATA la cui prestazione non può essere resa a distanza. Si tratta, dunque, di un provvedimento datoriale e non di una richiesta del dipendente.
Flc-Cgil sottolinea come né il DPCM dell’8 marzo né la nota richiamata prevedono che il dipendente sia posto in ferie d’ufficio. Del resto lo stesso Decreto-legge 6/2020 all’art. 2, prevede che “le autorità competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell’emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia da COVID-19 anche fuori dai casi di cui all’articolo 1, comma 1”.

‘La salute delle persone al di sopra di ogni altra cosa’

Flc-Cgil ritiene che non debbano essere previsti recuperi per effetto della turnazione, trattandosi di provvedimenti di natura emergenziale e, per tale motivo, si sollecita il Ministero dell’Istruzione a fornire una precisazione in tal senso.
L’emergenza in corso si sta configurando come stato talmente eccezionale da porre la salute delle persone al di sopra di ogni altra cosa. Tale prioritario obiettivo è perseguibile anche e soprattutto tramite la limitazione al minimo degli spostamenti, talché il non recarsi al lavoro, in questa circostanza, è agito nell’interesse dell’intera collettività e non a vantaggio del singolo che non presta il servizio.