Coronavirus, ipotesi calendario fase 2: riaperture scaglionate, ecco le possibili date
Coronavirus, ipotesi calendario fase 2: riaperture scaglionate, ecco le possibili date

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha esteso a tutta Italia le misure restrittive inizialmente imposte alla sola Regione Lombardia e a 14 province, ovvero le zone più colpite dai contagi del coronavirus. Ciascun italiano si sta chiedendo come dovrà cambiare le proprie abitudini alla luce di quanto contenuto nel nuovo DPCM che resterà in vigore almeno fino al 3 aprile prossimo, sperando, poi, come tutti ci auguriamo, che la grave situazione in cui versa il nostro Paese possa migliorare.

Coronavirus, nuovo DPCM: ‘Italia zona protetta’, come cambieranno le abitudini degli italiani

Cominciamo dall’approvvigionamento alimentare e dei beni di consumo in generale: si potrà andare a fare la spesa in prossimità del proprio luogo di residenza o domicilio, quindi, in via prioritaria nel proprio Comune. Si potrà uscire di casa per fare una passeggiata a patto che si evitino luoghi affollati e che non vi sia assembramento di persone, considerando sempre l’obbligo di mantenere la distanza di almeno un metro con le persone. Da evitare assolutamente la formazione di gruppi. Lo stesso principio vale per i bambini che, magari, si recano al parco giochi.
Occorre ricordare che gli spostamenti saranno consentiti solo per motivate esigenze lavorative o situazioni di necessità come ad esempio la sopraccitata ‘spesa alimentare’ o, naturalmente, per motivi di salute. Ciò significa, ad esempio, che non ci si potrà recare a cena a casa di amici o, comunque, fare visite di ‘cortesia’ a famiglie durante la giornata.
Una delle domande più frequenti è direttamente collegata alle problematiche derivanti dalla chiusura delle scuole, ovvero ‘Posso portare mio figlio dai nonni se devo andare al lavoro?’: la risposta ovviamente è sì, in quanto viene considerato come uno ‘spostamento per necessità’. La stessa cosa vale per il genitore separato che ha la necessità di andare a prendere il figlio a casa dell’ex coniuge: si tratta sempre di una necessità. Lo stesso principio varrà anche per chi andrà a visitare i genitori anziani che non vivono sotto lo stesso tetto: si tratta di spostamenti per necessità.
Per quanto riguarda il lavoro, naturalmente, sarà consentito svolgere le proprie attività professionali: in caso si svolga un’attività di lavoro autonomo e ci si debba spostare altrove per esigenze lavorative, il cittadino dovrà portarsi dietro un’autocertificazione o comunque la documentazione idonea a comprovare la necessità dello spostamento.