Scuole chiuse
Scuole chiuse

Due pesi, due misure. Si alza forte la protesta del personale Ata in questa crescente emergenza per il coronavirus: come ha detto il presidente Mattarella, è il momento della condivisione, come ha ripetuto ieri sera il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si deve restare a casa.

Personale Ata, ‘non solo sospensione delle attività didattiche ma chiusura dei plessi’

E allora se si vuole davvero salvaguardare la salute pubblica, il personale Ata si chiede come mai non si provveda a chiudere i plessi ma ci si limiti alla sospensione delle attività didattiche.
Se lo Stato intende tutelare la salute di tutti i lavoratori della scuola, non solo quella degli insegnanti e di qualunque altro cittadino, se si impongono delle restrizioni negli spostamenti, se si dichiara l’Italia intera come ‘zona protetta’, il personale Ata si chiede come mai questa ‘protezione’ non riguardi anche loro.

Coronavirus, scuole chiuse ma non per il personale Ata: cosa succederà dal 4 aprile?

Se negli edifici scolastici non sanificati hanno fatto il loro ingresso dirigenti scolastici, docenti e personale Ata, una volta che gli edifici stessi sono stati sanificati, si devono chiudere: non ha alcun senso, come sostiene anche Feder.A.T.A., un’operazione del genere se poi le scuole continuano, di fatto, a rimanere ‘aperte’ a potenziali portatori del coronavirus.
Senza contare il fatto che molti collaboratori scolastici sono stati costretti a provvedere alle operazioni di sanificazione dei locali scolastici, spesso in condizioni ambientali precarie visto che, in taluni casi, i riscaldamenti erano spenti. Cosa succederà dal 4 aprile in avanti, nel caso in cui le scuole verranno, tra virgolette è il caso di dirlo, ‘riaperte’?
Una situazione insostenibile per la quale i sindacati chiedono l’immediato intervento del Ministero dell’Istruzione, promuovendo l’hashtag #iostocongliAta