Coronavirus e personale Ata scuola, novità nel DPCM dell'11 marzo per il lavoro agile
Coronavirus e personale Ata scuola, novità nel DPCM dell'11 marzo per il lavoro agile

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha provveduto a ‘blindare’ l’Italia intera attraverso la chiusura delle attività commerciali, fatta eccezione per gli alimentari, farmacie e parafarmacie per l’emergenza coronavirus. Per quanto riguarda la scuola, si continua a fare affidamento alla normativa disposta in precedenza riguardante la sospensione delle attività didattiche in tutto il territorio nazionale sino al prossimo 3 aprile. Come sappiamo bene (ed è oggetto di vibranti polemiche in questi giorni) Dirigenti scolastici e personale Ata devono andare comunque a scuola, anche se sono state previste delle misure come il lavoro agile, compatibilmente con le attività svolte da ognuno, e l’attivazione dei contingenti minimi con l’obiettivo di evitare lo spostamento fisico delle persone e contenere al massimo le possibilità di contagio.

Nuovo DPCM per emergenza coronavirus, disposizioni sul lavoro agile

Il nuovo DPCM dell’11 marzo contiene, però, delle novità rispetto alla normativa precedente in merito al lavoro agile. Si legge infatti: ‘Fermo restando quanto disposto dall’art. 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza.’
Ne deriva che il lavoro agile debba essere assicurato in via ordinaria, raccomandando all’amministrazione di promuovere la fruizione di periodi di congedo e di ferie da parte dei lavoratori. Sono derogati gli accordi individuali previsti dall’articolo 18 della legge 81/2017, dove si legge: ‘Le disposizioni del presente capo, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti…’
Sono derogati gli obblighi informativi indicati dalla legge sopraindicata, vale a dire l’obbligo del datore di lavoro di fornire un’informativa scritta sui rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.
Il Ministero dell’Istruzione ha già provveduto a fornire indicazioni specifiche sul lavoro agile attraverso la nota ministeriale del 6 marzo scorso ma, a questo punto, alla luce delle nuove modalità indicate nel nuovo DPCM, queste dovrebbero essere integrate.