Scuola, AFAM ultime notizie: esito incontro Mur-sindacati 23 luglio

Il sindacato Flc-Cgil ha emesso una nota informativa riguardante l’emergenza coronavirus, una vicenda che sta avendo pesanti ripercussioni sulla funzionalità anche delle istituzioni AFAM.

Nel ribadire la piena fiducia nelle autorità sanitarie che stanno gestendo l’emergenza, il sindacato ricorda che il contratto nazionale non è sospeso, né è venuto meno il ruolo del sindacato, sia per quanto riguarda la contrattazione e, più in generale, la vigilanza del rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, sia per quanto riguarda la difesa della funzione pubblica e universale dell’istruzione.

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Coronavirus: AFAM, Flc-Cgil fa il punto della situazione

È importante che questa situazione di emergenza venga gestita in tutte le istituzioni AFAM, secondo principi e modalità comuni, cercando di contrastare e contenere quel processo di frammentazione che il sistema ha sviluppato in particolare nell’ultimo decennio. Per questo viene ribadita la richiesta di una cabina di regia nazionale e l’emanazione da parte del Ministero dell’Università e Ricerca di linee guida concordate con i sindacati firmatari del CCNL.
Flc-Cgil ha riepilogato la normativa riguardante la sospensione delle attività formative e la didattica a distanza.

Sospensione delle attività formative

Fino al 3 aprile 2020 (per la Regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia) e fino al 15 marzo 2020 (per i restanti territori) non sono consentite le attività didattiche in presenza. Dopo il ripristino dell’ordinaria funzionalità, dovranno essere assicurati, se necessario e individuandone le modalità, il recupero delle attività formative o delle eventuali prove di verifica funzionali al completamento delle attività didattiche. Le assenze degli studenti determinate dai provvedimenti di contenimento del contagio, non sono computate per l’ammissione agli esami finali e ai fini delle relative valutazioni.
Il DPCM 8 marzo 2020 ricorda che al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.
I periodi di assenza dal servizio imposti dai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge. Quindi non vi è alcun obbligo per i docenti di recuperare le ore non prestate.
Al tempo stesso, se le ore non prestate impediscono il completamento delle attività didattiche per gli studenti, i docenti, caso per caso, assicurano il recupero (cosa diversa dalla didattica aggiuntiva) delle attività formative o delle eventuali prove di verifica individuando tempi e modalità.
Il Direttore dell’Istituzione, mediante una specifica comunicazione, è tenuto a informare i docenti delle disposizioni in vigore e a raccogliere le eventuali richieste di recupero delle attività formative o delle prove di verifica al fine di riprogrammare il piano delle attività anche alla luce dei provvedimenti via via adottati dalle autorità competenti.
Molti docenti che risiedono nelle aree ad alto rischio lavorano nelle istituzioni degli altri territori. In base alle recenti disposizioni questi docenti non potrebbero spostarsi fino al 3 aprile se non per comprovate esigenze lavorative. Al tempo stesso le autorità regionali dei territori fuori dalle aree ad alto rischio stanno emanando ordinanze che impongono la permanenza domiciliare, il divieto di spostamenti e l’obbligo di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza, per chi proviene dalle aree a rischio.

Didattica a distanza

Durante il periodo di sospensione, le attività didattiche possono essere svolte, laddove possibile, con modalità a distanza, avendo particolare cura per le esigenze degli studenti con disabilità.
In premessa occorre ricordare come appaia improbabile l’effettuazione a distanza della gran parte degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni AFAM. Nei casi in cui si decida di realizzare la didattica a distanza, è importante ricordare che usualmente la didattica a distanza non è la semplice videoregistrazione più o meno in streaming di una normale lezione: da una parte prevede una specifica progettazione (tenendo conto dell’assenza dell’interazione non verbale e le diversità modalità di relazione di un’ambiente virtuale), dall’altra presenta evidenti limiti nei processi di apprendimento proprio per la loro dimensione individuale e virtuale (tant’è che nelle esperienze di MOOC e atenei telematici sono accompagnate da attività di tutoraggio e continua verifica, con domande e discussioni in chat collettive, per supportare i processi attentivi e attivare quelli di apprendimento relazionale). In questo quadro, considerando una loro temporanea attivazione straordinaria e emergenziale, anche in forma incompleta e parziale, è bene precisare che tutte le attività di didattica a distanza sono volontarie e non possono essere imposte.

Riunioni interne

Nelle zone a rischio fino al 3 aprile 2020 sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza e sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto.
In tutti gli altri territori fino al 3 aprile 2020 si raccomanda di limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari e qualsivoglia riunione si può svolgere solo se si garantisce ai partecipanti la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra di loro.
Vista la gravità della situazione epidemiologica, tenuto conto della provenienza territoriale variegata del personale che opera nelle istituzioni AFAM, per la FLC CGIL è indispensabile sospendere qualsiasi riunione in presenza in tutto il Paese.