Coronavirus, la denuncia nazionale: 'La scuola non è dei sindacati, lasciateci lavorare'
Coronavirus, la denuncia nazionale: 'La scuola non è dei sindacati, lasciateci lavorare'

L’emergenza coronavirus fa discutere anche il mondo scolastico, soprattutto in merito alla chiusura delle scuole, o meglio, alla sospensione delle attività didattiche. Da una parte il Governo impone misure sempre più restrittive a tutto il Paese, dall’altra, però, il personale Ata è costretto ugualmente a prestare servizio nelle scuole che, di fatto, restano ‘aperte’ altro che chiuse.

Invorio, 9 maestre denunciate

Poi si registrano casi come quello avvenuto nella cittadina di Invorio, situata in provincia di Novara, dove nove maestre della scuola primaria del paese sono state denunciate per essersi incontrate a scuola, dove avrebbero dovuto svolgere una riunione.
I vigili urbani hanno chiamato le forze dell’ordine, dopo aver visto le docenti fuori dall’istituto scolastico: le maestre avevano invitato i rappresentanti dei genitori per consegnare loro i libri di testo che i figli dovrebbero utilizzare a casa per svolgere compiti e attività didattica a distanza.
Morale? Le maestre sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Novara.

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Anief: ‘Siamo all’assurdo, maestre denunciate ma personale Ata ugualmente in servizio a scuola’

Amaro il commento del presidente dell’Anief, Marcello Pacifico: ‘Ci sembra davvero un’esagerazione, anche perché i piccoli raggruppamenti sono previsti dalla normativa straordinaria vigente e il motivo dell’iniziativa era finalizzato ad attuare la didattica a distanza. Non comprendiamo, inoltre, per quale motivo lo stesso Governo prevede la presenza nei locali scolastici del personale amministrativo e tecnico, che negli istituti più grandi prevede la presenza contemporanea per sette ore al giorno di ben oltre le nove unità, e si debba poi sanzionare delle docenti impegnate a svolgere al meglio il proprio dovere anche in una situazione come questa’.
Il sindacato Anief ritiene quanto avvenuto poco logico. Le insegnanti, infatti, si trovavano a scuola non per motivi futili o personali ma solo per mettere i loro alunni nelle condizioni di ottemperare alle disposizioni previste dallo stesso Governo.
‘Reputo gravi e infondate le accuse rivolte alle maestre che, nell’esercizio delle proprie funzioni e per fatti avvenuti all’esterno dell’edificio scolastico, debbano rispondere di comportamenti e violazione di norme non a loro imputabili. Per di più, – aggiunge Marcello Pacifico – le maestre non potranno essere ritenute responsabili di fatti e circostanze che si verificano all’esterno dei locali scolastici: sarebbe come denunciare i dipendenti del supermercato o della farmacia per gli assembramenti creatisi in questi giorni all’ingresso di questi esercizi commerciali’.