Riapertura scuole e ministro Azzolina
Riapertura scuole e ministro Azzolina

L’emergenza coronavirus sta influendo notevolmente anche sul mondo della scuola con tutta una serie di nuove problematiche che vanno risolte urgentemente attraverso dei provvedimenti ad hoc. Ne sono sempre più convinti i sindacati Flc-Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua, Snals-Confsal e Gilda Unams che hanno provveduto ad inviare al Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, una lettera nella quale vi sono delle richieste ben precise per fronteggiare la situazione che si è venuta a creare a motivo della grave epidemia.

Emergenza coronavirus, ecco le richieste dei sindacati al Ministro Azzolina

Nella lettera i sindacati sottolineano come le misure varate a più riprese negli ultimi giorni indichino sempre più esplicitamente che l’adozione di forme di smart working debba intendersi come modalità ordinaria, al fine di limitare la presenza del personale negli uffici ai soli casi in cui la presenza fisica sia indispensabile e inderogabile per lo svolgimento delle attività, nel caso delle Istituzioni scolastiche quelle che le stesse sono tenute a garantire in forma minima essenziale.
I sindacati, ribadendo come il lavoro in presenza assuma carattere di straordinarietà, chiedono al Miur che vengano impartite urgentemente delle indicazioni chiare come l’interruzione del lavoro in tutte le situazioni nelle quali non risulti possibile l’osservanza delle disposizioni riguardanti il distanziamento fra le persone, né la messa a disposizione di materiali e strumenti idonei alla prevenzione del contagio; vengono meno, infatti, le condizioni di sicurezza che vanno invece assolutamente garantite.
Le parti sociali chiedono non di meno la chiusura di tutti i plessi non sedi di segreteria e lo svolgimento generalizzato del lavoro agile, esteso a tutte le figure professionali. Inoltre, si chiede al Ministro Azzolina il ‘lavoro in presenza’ unicamente per far fronte alle limitate inderogabili esigenze che possono riscontrarsi in particolari tipologie di istituti scolastici, in relazione ai minimi di servizio (convitti, aziende agrarie, stipendi e altre inderogabili attività che possono essere di volta in volta individuate dall’amministrazione). Infine, aspetto certamente non meno importante, la moratoria di tutte le scadenze imminenti. 

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Chieste disposizioni che escludano prestazioni lavorative in presenza eccetto l’assoluta inderogabilità

Nella lettera, oltre modo, si chiede al Ministro Azzolina di attivarsi affinché siano assunte, a livello ministeriale e/o di Governo, disposizioni che escludano in questa fase di emergenza nelle scuole prestazioni lavorative in presenza, ove le stesse non abbiano carattere di assoluta inderogabilità, prevedendo, al fine di ridurre al minimo il pericolo di contagi, la chiusura degli edifici scolastici in analogia a quanto potrebbe essere a breve previsto per analoghe situazioni che dovessero riguardare anche altre tipologie di attività produttive.