Scuola ed emergenza coronavirus, decreto 'Cura Italia': polemica su 85 milioni per didattica a distanza

Nel nuovo decreto ‘Cura Italia’ varato dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus, sono previsti 85 milioni di euro da destinare alle istituzioni scolastiche per la didattica a distanza: si tratta di un provvedimento che sta suscitando non poche polemiche tra il personale docente.

Didattica a distanza ed emergenza coronavirus, decreto ‘Cura Italia’ stanzia 85 milioni

Il Ministero dell’Istruzione scrive in proposito: ‘Gli 85 milioni deliberati serviranno ad agevolare il lavoro delle Istituzioni scolastiche che si stanno dotando di piattaforme e di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza o che stanno potenziando gli strumenti che avevano già a loro disposizione. E ‘anche per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per l’utilizzo delle piattaforme per la didattica a distanza e per la connessione alla Rete’.

Polemiche sul provvedimento: ‘Assurdo, i soldi stanziateli per la salute dei cittadini’

Una misura, come dicevamo, che sta suscitando le reazioni del personale docente. ‘Assurdo!! Non serve!! – scrive Dorotea – I soldi stanziateli per gli ospedali e per le cure!! Noi docenti possiamo anche utilizzare un semplice cellulare, per la didattica a distanza, come sto facendo io, in questi surreali giorni da incubo!’.
‘In questo momento la salute dei cittadini è la priorità – commenta Marina – Cosa si vuole dimostrare? L’efficienza della scuola? A mio avviso è ben altro. Nessuno si sta rendendo conto del lavoro encomiabile che stanno facendo i docenti lavorando h24 per le richieste della didattica a distanza. Questo a mio avviso non è smart working, non è tutela delle docenti mamme che non hanno più vita se non la scuola, questo è ancora una volta concedere tutto agli studenti che, vi garantisco, non stanno comunque studiando ma avanzano ancora altre richieste per sopperire alle loro mancanze. Si alla didattica a distanza ma con disposizioni e regole molto chiare per tutti. Maggiori tutele e rispetto per i docenti.’