Riapertura scuola,

Nel decreto legge ‘Cura Italia’ è stato inclusa la disposizione di tenere aperte le scuole solo per ‘attività indifferibili’.

Il Ministro Azzolina sulle scuole aperte solo per ‘attività indifferibili’

Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha spiegato il significato di tale provvedimento: ‘La norma approvata prevede che il dirigente scolastico possa organizzare la didattica a distanza: significa che se noi avevamo prima il collaboratore scolastico che si occupava della vigilanza degli studenti o della pulizia delle scuole e gli studenti non ci sono e le scuole non devono essere pulite, il collaboratore scolastico grazie alla norma potrà restare a casa. L’assistente tecnico potrà restare a casa – ha proseguito il Ministro – e dovrà lavorare per dare una mano nella didattica a distanza. L’assistente amministrativo potrà lavorare da casa in modo che l’amministrazione scolastica possa andare avanti. Tutto ciò che potrà essere fatto a distanza sarà fatto a distanza, eccetto quelle attività indifferibili che i dirigenti scolastici sanno quali essere in base delle singole istituzioni scolastiche. Ad esempio, l’azienda agraria ha gli animali dentro, ci sono delle scuole che hanno animali dentro. Qualcuno di quegli animali dovrà occuparsene. Altro esempio banalissimo: se un genitore ha bisogno di prendere un libro, potrà prendere un appuntamento e, rispettando le prescrizioni del Ministero della salute, andrà a prendere il suo libro. Significa che – ha concluso Lucia Azzolina – fisicamente le scuole potranno chiudere, ma che il lavoro della scuola non potrà fermarsi. La scuola è e deve essere un presidio dello stato. I dirigenti se vorranno potranno lavorare dai loro uffici”.

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Anief: ‘Disposizioni che devono indurre i dirigenti scolastici a lasciare chiuse le scuole, senza se e senza ma’

Il Governo – si legge in una nota pubblicata da Anief – su indicazione del ministero dell’Istruzione, di fatto delega ai dirigenti scolastici la possibilità di evitare il rischio biologico, garantendo la sicurezza dei lavoratori, dando loro la possibilità di chiudere le scuole e aprirle sono in caso di esigenze di tipo rilevante: gli stessi 85 milioni di euro stanziati per supportare la didattica a distanza e la decisione di utilizzare il personale Ata attraverso il lavoro agile, come richiesto da Anief e Udir, sono elementi ulteriori che giustificano ampiamente la chiusura degli istituti. Il giovane sindacato, pertanto, invita tutti i dirigenti scolastici al rispetto dell’indicazione di chiusura di tutte le istituzioni scolastiche.
Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha commentato così la disposizione presa dal Governo nel decreto legge ‘Cura Italia’ dove si parla di tenere le scuole aperte solo per le attività ‘indifferibili’: ‘È un elemento che si aggiunge al finanziamento della didattica a distanza, la quale comunque non rimane obbligatoria, e alla possibilità di fare operare il personale Ata con lo smart working: questa serie di disposizioni deve indurre i dirigenti scolastici a lasciare chiuse le scuole. Senza se e senza ma. Le condizioni normative sono dunque ben diverse, per non dire opposte, rispetto a quelle di inizio marzo: oggi, un dirigente scolastico che intende lasciare aperto l’istituto da lui diretto, anche per poche ore, deve avere comprovati motivi. Ed essere pronto a giustificare, con motivazioni cogenti, la decisione dell’apertura, seppure temporanea, anche dinanzi a eventuali rilievi posti dagli organi competenti.’

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