Decreto scuola ultim'ora: via al voto emendamenti in Commissione Istruzione Senato
Decreto scuola ultim'ora: via al voto emendamenti in Commissione Istruzione Senato

L’emergenza coronavirus preoccupa per la diffusione del contagio nelle regioni settentrionali. Dopo la Lombardia è la volta del Piemonte a registrare nuovi focolai. La sezione di Vercelli di Fratelli d’Italia ha inoltrato il comunicato che segue alla nostra redazione. A pagare di più le spese di queste nuove normative sono proprio i diplomati magistrali.

Nonostante la delicatissima e preoccupante emergenza sanitaria che sta colpendo tutta l’Italia a causa del “coronavirus”, con la regione Piemonte tra le più colpite, relativamente al Decreto Scuola pubblicato dal Governo in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre, arriva il commento del partito politico di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, dalla sezione provinciale di Vercelli, regione Piemonte, in primis dal Segretario provinciale ed Assessore della città di Vercelli alle Politiche Giovanili, Decoro Urbano, Parchi, Giardini e Cimiteri, Emanuele Pozzolo, dall’insegnante di scuola primaria Rossella Zeppi, in possesso di diploma di istituto magistrale e membro del direttivo di Fratelli d’Italia Vercelli e dall’insegnante di scuola primaria Luca Dibitonto, in possesso di diploma di istituto magistrale e Consigliere Comunale della città di Santhià.

Fratelli d’Italia si è fortemente opposta ai contenuti del Decreto Scuola nelle aule parlamentari, grazie al lavoro degli Onorevoli Federico Mollicone, Carmela Ella Bucalo e del Senatore Antonio Iannone, senza ricevere purtroppo ascolto alcuno.
Partendo dai diplomati magistrali, il Decreto Scuola è peggiorativo nei loro confronti in quanto:
– viene confermata la loro esclusione dalle graduatorie ad esaurimento, che restano blindate; all’arrivo delle sentenze di merito per le maestre ed i maestri con diploma magistrale in ruolo cautelare o con supplenza annuale, si stabilisce che i tempi di applicazione della sentenza da parte degli Uffici Scolastici non saranno più di 120 giorni, ma bensì di soli 15 giorni, con i contratti a tempo indeterminato cautelare che saranno trasformati in contratto a tempo determinato al 30 giugno, con successivo licenziamento dal ruolo e depennamento dalle graduatorie ad esaurimento, con la sola consolazione almeno del requisito di disoccupazione NASPI, prevista in quanto il contratto di ruolo sarebbe trasformato in contratto a termine;

– se invece la sentenza di merito negativa giungesse entro 20 giorni dall’inizio delle lezioni, o nel corso dei mesi di luglio ed agosto, il licenziamento sarebbe purtroppo immediato ed a rischio il diritto all’indennità di disoccupazione, che non è prevista per i dipendenti pubblici a tempo indeterminato;
– nessuna volontà di attuare un nuovo concorso straordinario a favore dei diplomati magistrali che non abbiano potuto svolgere il concorso riservato in mancanza del paletto imposto di avere svolto due anni di servizio su scuola pubblica: alcune colleghe sono rimaste escluse dalla procedura concorsuale per pochi giorni di servizio mancante, mentre le maestre che hanno svolto molti anni
di servizio su scuola paritaria, che la normativa scolastica equipara a tutti gli effetti alla scuola pubblica, si sono trovate incredibilmente estromesse dalla procedura concorsuale nonostante un bagaglio enorme di esperienza;

– la situazione dei docenti in possesso di diploma di istituto magistrale rimane molto grave e delicata: quando arriveranno le sentenze di merito, vi sarà il licenziamento ed il depennamento dalle graduatorie ad esaurimento e si prosegue purtroppo a non voler trovare alcuna soluzione per loro; dopo due sentenze negative dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ed una prima pronuncia negativa della Cassazione, a cui purtroppo ne è seguita un’altra all’inizio del mese di marzo, la strada giudiziaria è in salita, restano ancora tre possibilità per riaprire il diritto dei diplomati magistrali a permanere nelle graduatorie ad esaurimento: il secondo ricorso in Cassazione, per cui ad oggi non è ancora stata fissata udienza di discussione, la pronuncia del Consiglio d’Europa ed il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la cui pronuncia però potrebbe arrivare solo nell’anno 2022;
– per il partito politico Fratelli d’Italia, la soluzione conclamata resta sempre quella di riaprire le graduatorie ad esaurimento per la categoria dei docenti in possesso di diploma di istituto magistrale ante 2001 – 2002 e di confermare i ruoli cautelari con anno di prova superato;
– peggiore è la situazione dei docenti ITP, insegnanti tecnico pratici, anch’essi inizialmente inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto od addirittura nelle graduatorie ad esaurimento dalla giustizia amministrativa in via cautelare, per poi vedere il ricorso respinto in fase di sentenza di merito e dovere quindi ritornare nella terza fascia delle graduatorie di istituto, vedendo così lontanissima la possibilità di stabilizzazione;
– su scuola secondaria di primo e di secondo grado, il concorso straordinario è divenuto un concorso fortemente selettivo, con una prova in ingresso ed una in uscita, intervallata dall’anno di prova: per poter aspirare al tempo indeterminato, bisognerà dunque superare entrambe le selezioni, la prima computer based, con il voto minimo di 7/10 e la seconda orale, al termine dell’anno di prova, dove anche in questo caso bisognerà conseguire la votazione di almeno 7/10, per non veder invalidata l’intera procedura e ritrovarsi al di fuori della procedura concorsuale.

Non solo: se si supererà la prima prova con la votazione di almeno 7/10, si entrerà in una graduatoria all’interno della quale vi saranno dei posti prestabiliti, suddivisi per classe di concorso, per l’assunzione a tempo indeterminato, i quali, salvo casi clamorosi, saranno inferiori al numero di docenti che supererà la prova computer based; coloro i quali si classificheranno in graduatoria al di fuori del numero dei posti disponibili, potranno concorrere solo per il conseguimento del titolo abilitante per accedere alla seconda fascia delle graduatorie di istituto, senza possibilità di conseguire il tempo indeterminato, che sarà riservato solo a coloro che, oltre agli anni di servizio ed
ai titoli culturali, riusciranno a superare la prova con un voto molto alto. Infine, per accedere al concorso straordinario, non basterà solo possedere almeno tre anni di servizio su scuola pubblica, svolgendo quindi almeno 180 giorni di servizio per anno scolastico, ma un anno di servizio dovrà essere svolto sulla classe di concorso specifica;
– contestualmente all’avvio del concorso straordinario, dovrebbe essere avviato il concorso ordinario su scuola secondaria di primo e secondo grado, anch’esso strutturato in maniera altamente selettiva, con una prova preselettiva, una prova scritta ed una prova orale;
– non si conoscono purtroppo tempistiche relative alla pubblicazione dei bandi di concorso: la situazione difficilissima causata dal “coronavirus”, la chiusura delle scuole stabilita ad oggi sino a venerdì 3 aprile, complica ulteriormente le previsioni, oltre alla constatazione del fatto che la mole di lavoro burocratica per procedere alla pubblicazione dei bandi delle procedure concorsuali è tutt’altro che semplice e soprattutto tutt’altro che breve e manca ad oggi il parere del CSPI, Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione;
– non si hanno ancora notizie dell’avvio del bando di concorso ordinario su scuola dell’infanzia e su scuola primaria, ad oggi l’unico canale accessibile al fine di conseguire il tempo indeterminato su queste classi di concorso: se anche venisse avviato nelle prossime settimane, riteniamo ormai praticamente impossibile poter completare la procedura concorsuale con la pubblicazione delle graduatorie di merito entro agosto 2020, quasi scontato quindi che i futuri vincitori di concorso dovranno attendere non prima di agosto 2021 al fine di poter essere assunti;
– invece di assumere direttamente i docenti di religione cattolica dopo molti anni di servizio ed in possesso del titolo, si stabilisce per loro il superamento di una nuova procedura concorsuale ordinaria e selettiva; l’unica agevolazione per coloro i quali insegnano da almeno tre anni sarà avere il 50% dei posti riservati, ma solo se si riuscirà a superare la procedura concorsuale;
– riscontriamo inoltre il delicato problema della nomina dei Commissari necessari al fine di avviare le procedure concorsuali: se si vorranno addirittura avviare tre prove concorsuali nel giro di pochi mesi, concorso ordinario su scuola dell’infanzia e su scuola primaria, concorso ordinario su scuola secondaria di primo e di secondo grado, concorso straordinario su scuola secondaria di primo e di secondo grado, sarà doveroso ed imprescindibile procedere a nominare numerosi Commissari incaricati di svolgere e portare a termine tutte le prove concorsuali, tra cui appunto in primis i docenti già assunti a tempo indeterminato in qualità di Commissari: ebbene, riteniamo questo punto molto critico e su cui non è stata proferita parola, dal momento che negli ultimi concorsi docenti i Commissari nominati hanno ricevuto compensi bassissimi, arrivati per di più dopo lunghi mesi di attesa e senza nemmeno ricevere l’esonero dal servizio;
– non è prevista l’attivazione dei PAS, Percorsi Abilitanti Speciali, riservati ai docenti non abilitati che abbiano svolto almeno tre anni di servizio su scuola pubblica, ad accesso libero una volta raggiunto il requisito di tre anni di servizio ed in grado di garantire l’acquisizione del titolo abilitante all’insegnamento ai docenti di scuola secondaria di primo e di secondo grado che abbiano acquisito sul campo un adeguato bagaglio di competenze e di esperienza;
– ancora, nel Decreto Scuola leggiamo che le graduatorie di istituto saranno trasformate in graduatorie provinciali, dalle quali però si potrà al massimo assumere con contratto annuale al 30 giugno o su posto vacante al 31 agosto, senza poter nominare a tempo indeterminato dalla graduatoria di istituto di seconda fascia del personale docente abilitato: sarà davvero quasi impossibile risolvere il problema del precariato scolastico italiano, il più alto in Europa, senza procedere alla nomina di ruolo dei docenti abilitati inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto;
– manca una procedura volta all’assunzione a tempo indeterminato delle docenti e dei docenti che si abilitano su scuola dell’infanzia e su scuola primaria conseguendo la Laurea Magistrale Abilitante in Scienze della Formazione Primaria, superando un rigido percorso selettivo di cinque anni che abilita alla professione e che deve dare diritto di accesso al ruolo;
– le risorse stanziate per la scuola sono largamente insufficienti al fine del rinnovo contrattuale: per compensare l’elemento perequativo, vi potranno essere nel 2020, non sappiamo nemmeno quando, aumenti di stipendio pari ad un massimo di 70 euro lordi, al netto circa 30 – 35 euro in più in busta paga, lontanissimo dagli aumenti netti a tre zero che erano stati promessi; rispetto alla media europea, lo stipendio dei docenti italiani di ogni ordine e grado resta tristemente il più basso;

– non è prevista alcuna valorizzazione per i docenti in possesso del Dottorato di Ricerca, se non del punteggio aggiuntivo nelle graduatorie di merito concorsuali;
– questi sono solo alcuni punti critici che rispecchiano i gravi e delicati problemi della scuola pubblica italiana, in quanto il discorso potrebbe divenire ancora molto più ampio, ma andiamo infine ad analizzare ancora una criticità del Decreto Scuola, che resta a nostro parere una delle più gravi: il vincolo quinquennale per i docenti neoassunti.

Quindi, un docente che sarà in grado con eccezionale bravura di superare un rigido concorso selettivo, al momento dell’inserimento nella graduatoria di merito concorsuale e della nomina a tempo indeterminato, dovrà scegliere naturalmente uno dei posti disponibili e dal momento che i concorsi non sono più provinciali, bensì regionali, nel caso in cui non restasse che un posto molto lontano in un’altra provincia da quella di residenza, al docente in questione non vi sarebbe altra scelta se non quella o di accettare il posto molto lontano o di rinunciare al tempo indeterminato, restando così un docente precario a vita. Vi è di più in negativo, però: al povero docente
costretto a prendere servizio in altra provincia, con il vincolo quinquennale, purtroppo, non resterebbe che l’obbligo di prestare servizio su quel posto e quindi su quella scuola per i prossimi cinque anni, senza nemmeno più la possibilità di richiedere la domanda di mobilità, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzo e nemmeno la possibilità di “congelare” il ruolo prestando servizio su un’altra classe di concorso, con il solo fine di riavvicinarsi a casa, sfruttando l’articolo 36 del Contratto Collettivo Nazionale, in quanto nel nuovo Decreto Scuola, divenuto Legge dello Stato, vi è scritto che il vincolo quinquennale non potrà più avere le deroghe “imposte” dal CCNL. Per Fratelli d’Italia ciò è molto grave: si estromette quindi il Contratto Collettivo Nazionale, che per anni ha garantito i diritti e l’equità tra i docenti, di ruolo e non di ruolo e si mettono i futuri docenti vincitori di concorso nella condizione di doversi allontanare dagli affetti e dalla famiglia se si vuole conseguire il tempo indeterminato, senza possibilità alcuna di spostarsi prima che siano trascorsi cinque anni e ciò varrà per tutti i futuri docenti assunti a partire dall’anno scolastico 2020 – 2021 su ogni ordine e grado.

Chi occuperà le prime posizioni in graduatoria di merito, potrà prendere il posto vicino a casa e nella propria provincia, chi si troverà invece in posizione meno fortunata, sarà costretto a prendere la decisione o di prendere un posto anche molto lontano per i prossimi cinque anni, o più probabilmente, con famiglia e figli a carico, di rinunciare al tempo indeterminato, nonostante abbia vinto il concorso e di proseguire ad insegnare con contratti a tempo determinato nella propria provincia di residenza. Quindi, a chi tutto, a chi qualcosa e per i prossimi docenti neoassunti invece assolutamente nulla: inutile dire che ci troviamo di fronte ad ingiustizie ed a discriminazioni che difficilmente possono essere accettate e che bisogna cercare di modificare nei prossimi mesi, per non lasciare i nostri futuri insegnanti abbandonati a sé stessi ed ingiustamente “puniti” dal vincolo quinquennale introdotto dal Governo nel Decreto Scuola.

Si tratta purtroppo di un Decreto che scontenta e penalizza la quasi totalità del comparto scuola e che non tutela gli affetti famigliari, elemento basilare del nostro partito politico e che abbiamo promesso di difendere sempre.
Per Fratelli D’Italia è doveroso informare gli insegnanti di ogni ordine e grado sui contenuti così tanto critici del Decreto Scuola, promettendo che non abbandonerà i docenti e che nei prossimi mesi, nonostante la grave situazione di emergenza sanitaria venutasi a creare, proseguirà a fare sentire la propria voce nel formulare le proprie proposte e le proprie richieste per il mondo della scuola.
Per Fratelli d’Italia Vercelli,
Emanuele Pozzolo, Segretario Provinciale ed Assessore della città di Vercelli,
Rossella Zeppi, insegnante di scuola primaria e membro del Direttivo Fratelli d’Italia Vercelli,
Luca Dibitonto, insegnante di scuola primaria e Consigliere Comunale della città di Santhià.