Coronavirus, #iorestoacasa ma è raffica di multe: le scuse più incredibili degli italiani

Un articolo pubblicato dal quotidiano ‘Repubblica‘ mette in evidenza il fatto che molti italiani, purtroppo, non ne vogliono proprio sapere di restarsene a casa in modo da poter contenere l’epidemia da coronavirus. Ogni pretesto è buono, si inventano delle scuse incredibili per sfuggire al verbale della Polizia, alla multa e alla denuncia.

Coronavirus, #Iorestoacasa ma l’italiano non ne vuole sapere e si inventa le scuse più assurde

Un automobilista lombardo è stato fermato nei pressi di Tortona, oltre il confine della propria regione: ha fatto mettere a verbale che doveva recarsi in un ipermercato della zona perché altrimenti rischiava di perdere i punti della tessera. A Novafeltria (Rimini) due uomini si sono giustificati dicendo che dovevano andare al patronato per sbrigare delle pratiche fiscali: peccato, però, che il patronato sia ovviamente chiuso.
Un ragazzo è stato fermato a Zocca, per poi giustificarsi dicendo che voleva andare a vedere la casa dove abita Vasco Rossi. Un ragazzo siciliano ha riferito di dover andare dalla fidanzata: dopo un controllo delle generalità della ragazza, si è scoperto che i due non stavano più insieme da oltre un anno. A Recco, invece, un uomo si è giustificato dicendo che era stato cacciato di casa in piena notte dalla moglie. Un milanese ha dichiarato che doveva andare a giocare la schedina, un uomo originario di Alessandria ha trovato come scusa quella di dover prendere un caffé: peccato che si trovasse parecchi chilometri lontano da casa, a Chivasso.
Due anziani residenti nella bergamasca si sono giustificati dicendo che il pane lo fanno più buono nel paese vicino a quello in cui abitano. Una signora di Treviso avrebbe riferito ai poliziotti: ‘Non vedete come sono conciata? Devo fare assolutamente la messa in piega‘.
Naturalmente non poteva mancare una delle scuse più ‘classiche’: ‘Il mio smartphone si è rotto, non posso stare senza: sono uscito per comprarne un altro’.