Didattica a distanza
Didattica a distanza

La didattica a distanza fa discutere tutti i docenti. Secondo l’opinione di molti di loro le credenziali al registro elettronico consegnate ai genitori, non sono il lasciapassare per una didattica a distanza giusta. Un’attenzione particolare viene dedicata a quei ragazzi che hanno famiglie con una condizione sociale disagiata. Dentro all’istituzione scuola, man mano che i ragazzi avanzano nella formazione, la forbice è sempre più ampia tra chi ce la farà e chi resterà indietro. Spesso, anche se non vogliamo ammetterlo, il merito va di pari passo con la condizione economica e sociale delle famiglie. La povertà sociale e culturale, è sempre stata evidente nei corridoi di ogni scuola italiana. Con la didattica a distanza diventa tutto più difficile. La connessione a internet non è sempre presente e questo allunga notevolmente i tempi di lavoro di ognuno di loro. Dovrebbe essere la scuola, come istituzione, a preoccuparsi di diminuire quella forbice tra chi ha delle possibilità e chi non le ha, fino ad annullarla. Del resto, il nostro non sarebbe un paese con il più alto tasso di dispersione scolastica in Europa se questo non fosse vero.

Ancora una volta le sorti della scuola pubblica italiana dipendono dall’alto senso di responsabilità che possiedono i docenti, da sempre attenti a non creare discriminazioni tra gli studenti di una stessa classe. Pertanto le obiezioni che molti di loro stanno avanzando in questi giorni andrebbero accolte, così come quelle dei sindacati che chiedono il ritiro della nota ministeriale. Molto meglio rimandare tutto dopo un severo collaudo prima di attuarla a pieno regime. Molto probabilmente, andrebbe eliminata del tutto dal novero delle soluzioni se non si vuole aggravare la situazione.

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