Scuola e coronavirus: gli effetti psicologici sugli studenti
Scuola e coronavirus: gli effetti psicologici sugli studenti
Il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione in collaborazione con AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha dato vita alla piattaforma Solidarietà Digitale, mettendo a disposizione delle imprese e dei cittadini tutta una serie di servizi utili in questo tempo di emergenza per il coronavirus.

Didattica a distanza

Per quanto riguarda la scuola, viene sottolineato come si sia messo a disposizione degli utenti l’accesso gratuito ai dizionari online, ai giga per la connessione, a migliaia di e-book, ad abbonamenti a riviste specializzate. Tutto questo è Solidarietà Digitale, la vetrina voluta dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, con supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, per ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus grazie a soluzioni e servizi innovativi. Ci sono anche tante soluzioni e materiali utili per la didattica on line all’indirizzo solidarietadigitale.agid.gov.it/

Attenzione agli sciacalli

Il Ministero, tuttavia, suggerisce di fare attenzione agli ‘sciacalli’: facendo leva sull’emergenza coronavirus, infatti, circolano e-mail e PEC che promuovono prodotti dalle dubbie funzionalità, a volte veri e propri malware. È necessario adottare misure extra di sicurezza ed una maggiore attenzione alle truffe.
In alcuni casi si tratta di veri e propri malware, come è accaduto nei giorni precedenti con le campagne Trickbot, in altri casi vengono pubblicizzati strumenti per il telelavoro di produttori minori ed arrivisti.
Al di là dell’effettivo valore dei software promossi, è bene ricordare che con la necessità del telelavoro si aggiunge, per i lavoratori, una maggiore responsabilità per la sicurezza del proprio computer.
Sebbene sia facile, lavorando su un dispositivo che fino a qualche settimana fa era destinato all’uso privato, dimenticarsi del contesto sensibile in cui lo si usa (quando, ad esempio, accediamo ad applicativi critici e dati sensibili), ed al contempo sia difficile accettare restrizioni sull’utilizzo di un computer proprio, è necessario adottare misure extra di sicurezza ed una maggiore attenzione alle truffe.
Le amministrazioni ed i datori di lavoro possono controllare gli aspetti di sicurezza tecnici che sono necessari in una situazione di lavoro da remoto ma non possono controllare il fattore umano e, in questa emergenza, è facile cadere in errore.
Se vengono rubate le password per l’accesso ai gestionali di lavoro, delle caselle PEC dell’amministrazione o il nostro computer diviene parte di una botnet, il danno che i criminali possono infondere si estende a tutta la comunità / PP.AA e si profilano una serie di danni collaterali di difficile contenimento (ad esempio, un account PEC compromesso è spesso usato per tentare di infettare massivamente migliaia di altri account, l’accesso ad informazioni sensibili da parte di terzi non può essere “annullato”, e così via).

Non installate software

Soprattutto se a seguito di sollecitazioni via e-mail. Nel caso sia un tecnico della vostra amministrazione/azienda a richiedere l’installazione, verificate attentamente il contesto: l’e-mail era attesa? le frasi sono scritte con grammatica corretta? il software da installare ha un fine specifico? Eventuali link nell’e-mail puntano a siti conosciuti? il mittente è corretto?
Nel dubbio, telefonare al contatto in calce; si può chiedere conferma rispondendo all’e-mail ma questo può esporre al rischio di successivi tentativi di frode.
Ricordiamo che, per ogni sospetto, potete salvare l’e-mail ed allegarla ad una segnalazione od una e-mail a cert-pa@cert-pa.it e chiedere una valutazione.

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