Scuola, indennità ai docenti per svolgimento didattica a distanza: l'emendamento al Decreto Rilancio

La didattica a distanza sta suscitando polemiche su polemiche. Un articolo pubblicato sul numero odierno di ‘Repubblica‘ (domenica 22 marzo) pone l’accento sul fatto che i genitori non siano affatto soddisfatti delle metodologie adottate dagli insegnanti, soprattutto nella scuola primaria e nelle medie. Tanti, troppi compiti: i genitori si lamentano che gli insegnanti starebbero ‘risolvendo’ la pratica della didattica a distanza con l’invio di esercizi e di ricerche da fare, anziché spiegare ed insegnare ai loro studenti.

Didattica a distanza, la protesta dei genitori: ‘Questa è la peggior interazione possibile’

Questa è la peggior interazione possibile’, protestano i genitori che lamentano, per esempio, le 10 pagine di grammatica in un giorno e le venti schede di matematica in una settimana. ‘Si sta scaricando sulle famiglie il compito di insegnare‘, così si alza la protesta delle associazioni dei genitori.

Le problematiche già evidenziate nei giorni scorsi sono sempre le stesse: i genitori che lavorano in smart working e che hanno più di un figlio non hanno device sufficienti per le lezioni a distanza e se usano lo smartphone hanno bisogno di connessioni Internet in grado di reggere. Queste sono solo alcune delle problematiche lamentate dalle famiglie.

DAD, riconosciuta la generosità di tanti insegnanti che lavorano il doppio ma…

La coordinatrice del Forum delle associazioni riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, Angela Nava, ha dichiarato che i genitori apprezzano ‘la grande generosità di tanti insegnanti che lavorano il doppio, che non hanno lasciato da soli gli studenti’. Tuttavia, Angela Nava ha sottolineato come in molti istituti si stia assistendo ad un sovraccarico di compiti e basta, un metodo che non ha senso.
La richiesta è quella di fare maggiore attenzione perché, secondo Angela Nava, si rischia così di acuire le disuguaglianze nella didattica a distanza, ‘un prezzo per noi insostenibile’.
Le famiglie chiedono ‘uno sforzo di flessibilità, una scuola che salvi l’anno’ e che pensi già a nuove strategie per la ripresa della normale attività.
Rosaria D’Anna, presidente dell’associazione italiana genitori (Age), sottolinea come occorrano anche delle forme di supporto ai bambini: sono davvero tanti i traumi da ricucire, per quei bambini che hanno perso zii e nonni in questa devastante epidemia. Anche i docenti sono in difficoltà: il Ministero dell’Istruzione ha promesso psicologi online.