Riapertura scuole e ministro Azzolina
Riapertura scuole e ministro Azzolina

La questione riguardante la didattica a distanza continua a far discutere sui social, soprattutto se si considera il fatto che le prestazioni dei docenti, durante questa drammatica epidemia da coronavirus, sono da considerarsi a titolo di ‘mero volontariato’.

Didattica a distanza, il cambio di direzione del ministro Azzolina

Un articolo pubblicato in data odierna da ‘Italia oggi’ mette in evidenza il cambio di direzione del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina che il 16 marzo scorso, in occasione di un duro intervento su Facebook, aveva indicato ai dirigenti scolastici la strada dell’imposizione della didattica a distanza menzionando l’articolo 25 del decreto legislativo 165/2001, articolo che, come sottolinea anche ‘Italia oggi’ non prevede tale possibilità.
Il ministro, ora, parla invece di ‘adempimento’ e ‘quantificazione’: un vero e proprio appello ai docenti quello lanciato dal Miur attraverso la nota N. 388 del 17 marzo, ad accantonare i propri diritti e a mettere a disposizione agli studenti le proprie competenze e il proprio lavoro.
Un cambio di direzione obbligato, tenendo conto del fatto che la didattica a distanza, in regime di sospensione delle attività didattiche, non rientra nella prestazione che i docenti sono obbligati ad adempiere secondo contratto.

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Il ‘volontariato’ dei docenti sulla didattica a distanza

‘Italia Oggi’ sottolinea il fatto che l’inadempimento si produce solo se non si osserva un obbligo: nel caso della didattica a distanza, l’obbligo, di fatto, è inesistente. Il Miur, comunque, ha ‘invitato’ i docenti ad una riprogrammazione delle attività che tenga conto dei percorsi didattici già delineati e della situazione di emergenza a cui sono stati chiamati ad operare.
Il ministero, tra l’altro, ha anche chiesto di contenere i compiti da assegnare agli studenti, considerando le difficoltà legate alla clausura forzata. Ciò non toglie, comunque, che gli alunni andranno valutati, come dice il ministro Azzolina, ‘sulla base degli apprendimenti che gli studenti avranno raggiunto’.

Sospensione delle attività didattiche: forti incertezze sulla legittimità della didattica a distanza

Tra l’altro c’è un aspetto importante da considerare, forse il più importante di tutti e cioè che non solo non vi è una normativa vigente relativa alla didattica a distanza ma le disposizioni in vigore sulla sospensione delle attività didattiche, addirittura, la considererebbero ‘illegittima’.
‘Italia Oggi’ sottolinea il fatto che eventuali bocciature potrebbero essere annullate o dichiarate nulle dai giudici amministrativi. Inoltre, non esiste alcuna normativa legislativa che imponga a un docente di possedere nella propria abitazione un computer e un collegamento a internet. Lo stesso principio vale, naturalmente, anche per gli studenti.