Scuola, nuova mobilità straordinaria docenti: chiesta approvazione di 2 emendamenti al Decreto Scuola

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato integrale dei cosiddetti “docenti ingabbiati”, ovvero i docenti di ruolo, nella scuola primaria e infanzia, che pur avendo il titolo di accesso ad una classe di concorso della secondaria non hanno potuto conseguire – negli ultimi anni – l’abilitazione.

Il comunicato dei docenti ingabbiati

Apprendiamo della proposta sindacale di inserire tutti i docenti che dispongono di tre annualità di servizio alla scuola secondaria in una graduatoria finalizzata all’immissione in ruolo, da scorrersi successivamente rispetto alle GAE.

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Vogliamo rammentare che fra gli insegnanti aventi i suddetti titoli rientrano anche un certo numero di docenti di ruolo, che hanno lavorato su altra classe di concorso rispetto
a quella in cui sono in ruolo. Noi insegnanti di tale categoria, con questa lettera esprimiamo la nostra piena accettazione di qualsiasi decisione il Governo voglia mettere in atto a seguito della grave situazione socio-sanitaria in corso nel nostro paese e nel mondo. Chiediamo soltanto equità di trattamento: se infatti i precari con tre annualità di servizio alla secondaria saranno ritenuti idonei per un inserimento in una graduatoria finalizzata all’immissione in ruolo, ebbene il medesimo trattamento deve poter toccare anche a tutti i docenti di ruolo che dispongono dei medesimi requisiti dei colleghi precari. Facciamo celermente presente che siamo già stati inclusi, al pari dei precari, nel concorso straordinario finalizzato all’immissione in ruolo.

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Stiamo lavorando da anni in qualità di precari, fruendo del loro stesso trattamento giuridico ed economico, con una decurtazione dello stipendio di circa tremila euro annuali
Diversi di noi hanno perso la titolarità nei nostri posti di ruolo per intraprendere questo
percorso per il quale siamo altamente motivati e per il quale abbiamo scelto di fare sacrifici in termini di spostamenti e, come già detto, in campo economico.

Non rechiamo alcun danno ai precari perché in una eventuale graduatoria saremo ragionevolmente collocati in coda (avendo mediamente tre anni di servizio specifico) e inoltre cambiando cdc lasciamo libera la cattedra su cui siamo in ruolo, quindi, per usare parole semplici, non sottraiamo il posto a nessuno.

Date queste premesse speriamo sia chiaro che non chiediamo alcun genere di sconto
ma soltanto la piena attuazione di un principio democratico: l’uguaglianza formale, e speriamo anche reale, di fronte alla legge. Rispettiamo ogni scelta che il Governo farà insieme alle sigle sindacali, ma chiediamo che tale scelta venga fatta con univocità di trattamento nei riguardi di chi dispone dei medesimi titoli.

Facciamo presente la nostra posizione con il massimo rispetto per il momento delicato che l’Italia sta attraversando, ricordando altresì che anche noi, come tutti, facciamo parte di questo contesto dolente, che come gli altri docenti eravamo in attesa di un bando di concorso straordinario, come gli altri portiamo avanti la scuola ogni giorno con la didattica a distanza e come tutti non siamo esenti da rischi e pericoli, né noi, né le nostre famiglie. Sappiamo che veniamo oggi a problematizzare l’ovvio, giacché senz’altro i sindacati e i politici si muoveranno per la nostra inclusione, in quanto unica soluzione ragionevole, ma talvolta persino l’ovvio vuole la sua parte.