Renzi e l'emergenza coronavirus: 'Non penso che la soluzione sia chiudere tutto e stare chiusi in casa'

Matteo Renzi, nel corso di una diretta Facebook, torna a parlare di coronavirus, di scuola e di ripartenza economica per l’Italia. Il leader di Italia Viva ritiene che la soluzione più giusta non sia quella di chiudere tutto e di stare chiusi in casa.

Renzi e l’emergenza coronavirus: ‘Non penso che la soluzione sia chiudere tutto e stare chiusi in casa’

‘Piano piano adesso, dobbiamo iniziare a pensare a come gestire l’uscita, a come gestire la ripartenza – ha dichiarato l’ex premier – Sappiamo che il Covid colpisce più gli anziani che i giovani. Forse dobbiamo iniziare a pensare che ci sarà una data di uscita diversa tra chi ha 20 anni e chi ha 70 anni. D’accordo con la comunità scientifica, bisogna cominciare ad impostare da adesso l’uscita, la ripartenza. Noi non dobbiamo soltanto immaginare di ripartire gradualmente le fabbriche già dal mese di aprile, ma questa è una discussione che si può fare se te, nel frattempo, dai le mascherine e gli strumenti di protezione ai medici e fai anche i test alle persone. Ma se possiamo mettere in condizione di tornare non alla normalità ma ad una ‘nuova normalità’ le imprese, bisogna far si che si faccia subito.’

Renzi torna a parlare di scuola

‘Facendo il test a tutte le persone che tornano a scuola – ha proseguito Renzi – il test per vedere se hanno avuto il Covid o no, si possa immaginare per esempio, chi fa la maturità, chi fa l’esame di terza media di avere un periodo prima della fine dell’anno, io dico da maggio, in cui si possa immaginare, se ci saranno le possibilità scientifiche e nelle zone dove sarà possibile farlo, il rientro dei ragazzi a scuola che fanno la maturità. Perché prima o poi dovremo costruire un mondo dove c’è una nuova normalità. Perché fin quando non ci sarà il vaccino, sarà molto difficile garantire a tutti la libertà ma il vaccino arriverà tra un anno, tra due anni, non lo sappiamo e noi nel frattempo non possiamo morire di fame.
Non vogliamo morire di Covid – continua Renzi – ma non possiamo morire di fame. Io penso che si debba lavorare in sicurezza, con la distanza sociale, con le mascherine, ma bisogna ripartire perché sennò l’Italia non riapre. Non puoi immaginare che nei prossimi due anni mentre gli altri hanno le aziende aperte noi restiamo chiusi in casa. Ecco perché, gestendolo con intelligenza, dobbiamo guardarci negli occhi e dirci: ‘gradualmente ripartiremo”.