Coronavirus, Renzi risponde alle critiche sulla riapertura: 'Ho visto tanta ipocrisia'
Coronavirus, Renzi risponde alle critiche sulla riapertura: 'Ho visto tanta ipocrisia'

L’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha rilasciato un’intervista pubblicata dal ‘Corriere della Sera‘ di oggi, lunedì 30 marzo: il leader di Italia Viva ha voluto rispondere all’ondata di critiche social dopo le sue dichiarazioni sulla riapertura ‘accelerata’.

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Coronavirus, Matteo Renzi replica alle critiche ricevute sulla sua proposta di riapertura

Renzi ha dichiarato di aver letto le critiche: ‘Ho visto tanta ipocrisia. Io non ho chiesto di riaprire oggi, ma ad aprile – ha puntualizzato l’ex premier – Ho chiesto però di pensare adesso a come riaprire. Perché se non ci pensiamo oggi arriviamo in ritardo all’appuntamento con l’emergenza economica almeno come siamo arrivati in ritardo sull’emergenza sanitaria‘.
Renzi ha voluto sottolineare come l’Italia sia il Paese con il più alto numero di decessi, ‘qualcosa non ha funzionato: ora però pensiamo a dare la protezione a medici e infermieri e poi alle forze dell’ordine, alle cassiere, a chi fa le pulizie. Facciamo a tutti i tamponi. E pensiamo a come ripartire’.
Il leader di Italia Viva ribadisce come sia impensabile che gli italiani possano restare a casa fino al 2021 o fino a quando non sarà trovato un vaccino: ‘Dobbiamo fare un piano per l’uscita e per farlo bisogna moltiplicare i test’. Renzi parla di 5-10 milioni di italiani che avrebbero contratto il Covid-19 senza aver evidenziato sintomi.

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Renzi: ‘Stare a casa per mesi ci costa: chi paga?’

‘Se hanno sviluppato gli anticorpi – si chiede Renzi – perché tenerli in casa? E anche chi non ha preso il virus può tornare a lavorare se la sua azienda rispetta le regole di sicurezza.’
L’ex premier ritiene che prima o poi l’Italia dovrà farsi una domanda: ‘Stare a casa per mesi ha un costo enorme sociale ed economico. Chi paga?’.