Graduatorie d'istituto, ministro Azzolina: 'Impossibile aggiornarle ora, ecco perché'

Non mancano le discussioni e le polemiche in merito all’intenzione del Ministero dell’Istruzione di ammettere tutti gli studenti alle classi successive, come conseguenza dell’emergenza coronavirus che ha impedito il regolare svolgimento del secondo quadrimestre. All’inizio del prossimo anno scolastico saranno organizzati dei corsi di recupero per far si che ci si possa riallineare con il programma.

Polemiche sulla questione della valutazione della didattica a distanza in attesa del decreto scuola

In attesa della pubblicazione del decreto (al momento si tratta solo di una bozza, è bene ricordarlo e sottolinearlo più volte questo aspetto) sui social, molti docenti hanno mostrato il loro disappunto anche perché molti studenti, con la promozione in tasca, avrebbero la tendenza, come si suol dire, a ‘tirare ancor di più i remi in barca’. Un discorso, quello sulla valutazione della didattica a distanza, che ha sollevato non poche polemiche contro il ministro Azzolina che, per altro, ha sempre ribadito di essere contrario al cosiddetto ‘6 politico’.

‘Il ministro Azzolina ha sbagliato tempi e contenuti’

L’assessore all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan e la collega piemontese Elena Chiorino non hanno esitato ad attaccare il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, proprio su questa questione e sul fatto che il ministro abbia già lasciato intendere la possibilità che non si possa ritornare a scuola.
‘In grave ritardo nell’incontrare le Regioni, in assoluto anticipo nelle dichiarazioni improvvide sul non ritorno a scuola: il ministro Azzolina sbaglia tempi e contenuti – hanno dichiarato Elena Donazzan e Elena Chiorino – si torni a leggere la Costituzione laddove, nel Titolo V, si richiama ad una potestà concorrente con le Regioni per questa materia, in particolare sul calendario scolastico‘.

Donazzan e Chiorino: ‘Il messaggio del ministro Azzolina è altamente diseducativo’

‘Il problema più grave è il messaggio altamente diseducativo che il Ministro sta dando agli studenti italiani ed ai docenti che tanto si stanno impegnando nella difficile didattica a distanza. Azzolina, lasciando intendere in questi giorni ovvero all’inizio di aprile che non si rientrerà a scuola, dice sostanzialmente che non serve studiare né impegnarsi. I nostalgici del ‘68 e del 6 politico sono sempre in agguato, non consci dei gravi danni arrecati all’Italia’, concludono Elena Donazzan ed Elena Chiorino.