Lucia Azzolina
Lucia Azzolina

Il Decreto Legge sulla scuola è stato approvato nella giornata di ieri dal Consiglio dei ministri: un decreto che, com’era prevedibile, sta suscitando molte perplessità nel mondo della scuola.
Flc-Cgil ha voluto rispondere al provvedimento emanato dal Governo sottolineando come il ministro dell’Istruzione abbia nuovamente scelto la strada del ‘non confronto, assumendo unilateralmente decisioni che riguardano milioni di studenti, di famiglie, di lavoratori’.

Flc-Cgil sul Decreto Scuola: ‘Ministro Azzolina, mancano le misure per l’obiettivo più importante’

Flc-Cgil, in una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito, concorda sulla parte del provvedimento che prevede di portare tutti gli alunni delle classi intermedie all’anno successivo e di semplificare al massimo le prove conclusive del ciclo delle secondarie.
Quello che risulta preoccupante, sottolinea il sindacato è, invece, ‘il vuoto sulla questione che appare centrale: come garantire una piena ripresa dell’attività didattica al primo settembre 2020.
Non c’è nel provvedimento una procedura semplificata per il reclutamento, né per i docenti, né per il personale ATA. Flc-Cgil aveva chiesto che tutto il personale potesse essere al proprio posto fin dall’1 settembre.
Non verranno aggiornate, per quest’anno, le graduatorie di istituto, continuando così ad alimentare il fenomeno delle “messe a disposizione” (Mad).
Non vengono superati i vincoli alla mobilità del personale.
Non c’è un rafforzamento o un ampliamento degli organici, nonostante la Ministra si sia dimostrata preoccupata, nelle sue uscite pubbliche, del problema delle “classi pollaio”.

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Didattica a distanza: ‘per il ministro il prossimo anno scolastico si può aprire senza provvedimenti eccezionali’

In termini perentori si dice che la didattica a distanza diventa “prestazione ordinaria” come se ciò bastasse a risolvere tutte le criticità che sono emerse in queste settimane: carichi di lavoro inediti per 800 mila docenti, stress enorme per le famiglie, impossibilità di raggiungere la totalità degli studenti.
Nessun impegno in termini di investimento e risorse.
Per la Ministra – prosegue la nota sindacale – l’anno scolastico prossimo si può aprire senza provvedimenti eccezionali che mettano le scuole del Paese, duramente provate dalla sospensione delle attività didattiche in presenza, in una condizione di forza per recuperare il tempo perduto.
Un fatto è certo: la scuola è in debito nei confronti degli alunni e non viceversa.
Evidentemente sfugge la drammaticità di ciò che potrebbe accadere al ritorno in classe con numeri abnormi di precariato, destinati a crescere ulteriormente, con la mancanza di docenti, personale ATA, DSGA di ruolo e insegnanti di sostegno specializzati.’

‘Confronto e condivisione per evitare passi falsi che danneggerebbero la scuola e l’intero Paese’

La scuola ha bisogno di un cambio di passo e non di ordinarie misure di funzionamento destinate a mancare gli obiettivi di rilancio che la crisi epidemiologica oggi impone più che mai.
Il sindacato, nella parte finale della nota, chiede alla ‘politica di scegliere un’altra strada, quella del confronto e della condivisione, nell’iter di conversione del Decreto e, soprattutto, nell’adozione di ulteriori specifiche misure da parte del Ministero dell’Istruzione, al fine di non fare, per presunzione e autoreferenzialità, passi falsi che danneggerebbero la scuola e l’intero Paese.’