Riapertura scuole, più insegnanti per infanzia e primaria: ipotesi moduli lezioni superiori da 45 minuti
Riapertura scuole, più insegnanti per infanzia e primaria: ipotesi moduli lezioni superiori da 45 minuti

L’evoluzione della pandemia coronavirus ha preso una parabola discendente ma da qui a cantar vittoria ne passerà di tempo. Per quanto riguarda la riapertura delle scuole, manca solo l’annuncio ufficiale: niente rientro fino alla fine dell’anno scolastico, si andrà avanti con la didattica a distanza.
Le incognite non mancano anche per quanto riguarda l’avvio del prossimo anno scolastico 2020/21.

Ipotesi riapertura anticipata al 1° settembre: tre settimane di corsi di recupero e poi via al nuovo anno scolastico

Le intenzioni sarebbero quelle di ripartire, tutti, dal 1° settembre, quindi anticipare il rientro in classe: resta ancora da capire se si tratterà di una classe ‘reale’ oppure virtuale.
Bisogna recuperare il tempo perduto ed ecco perché, in tutte le regioni, si anticiperà l’inizio dell’anno scolastico: come riporta l’edizione odierna de ‘Il Messaggero‘, le prime tre settimane dovrebbero essere quelle dedicate al ripasso, poi dall’ultima di settembre in avanti si partirà con il nuovo programma.

Riapertura a settembre ‘reale’ o virtuale?

Se la riapertura della scuola sarà reale oppure virtuale non lo deciderà il ministro Azzolina (lo ha più volte ripetuto lei stessa) ma i medici, secondo la curva dei contagi da Covid-19.
Nel decreto scuola, l’idea è quella di trovare una data unica per il rientro a settembre: contrariamente a quanto accaduto sinora, quando il ministero dava un calendario nazionale su cui le singole Regioni avevano la possibilità di apportare modifiche in base alle esigenze del territorio, ora si cercherà di trovare un’uniformità.
Fino all’ultima settimana di settembre, gli istituti avvieranno la didattica per riallinearsi con il programma dell’anno a venire: si dovrebbe partire infatti il 1° settembre con i corsi di recupero, nella migliore delle ipotesi, con i docenti in classe.

Le scuole decideranno i corsi di recupero

Saranno le scuole a decidere come organizzare i corsi di recupero ed, in particolare, su quali materie.
Nel caso in cui il rientro potrebbe essere solamente ‘virtuale’, allora si riprenderebbe con la didattica a distanza. Il Ministero dell’Istruzione sta già correndo ai ripari per potenziare l’efficacia della DAD: stanziati 70 milioni di euro per l’acquisto di computer da assegnare in comodato d’uso alle famiglie sprovviste di strumenti tecnologici adeguati, 10 milioni per le piattaforme e-learning delle scuole e 5 milioni per la formazione digitale dei docenti. Anche qui, però, non sono mancate le polemiche nel mondo della scuola.