Azzolina sulle supplenze scuola 2020/1: 'Qualcuno vuol far credere il falso'
Azzolina sulle supplenze scuola 2020/1: 'Qualcuno vuol far credere il falso'

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha rilasciato una lunga intervista al noto portale TPI, dove ha parlato anche e sopratutto di didattica a distanza.

Lucia Azzolina a TPI: ‘La scuola ha saputo reagire, grazie a tutto il personale’

In merito alla cosiddetta ‘DAD’, il ministro ha ammesso che l’Italia non era preparata ad un’avventura di questo genere e su questo bisognerà riflettere. D’altro canto bisogna anche riconoscere che si sono fatti dei passi in avanti e che la scuola avrà l’opportunità di trasformare questa crisi in un’opportunità.
‘La scuola ha saputo reagire, questo va detto – ha detto il ministro – Dobbiamo esserne fieri. Ringrazio tutto il personale. Come ministro ho voluto fortemente la didattica a distanza quando siamo stati costretti a chiudere le aule.’

Didattica a distanza: ‘Problema con i meno digitalizzati che spesso, si, sono anche i più poveri’

Il ministro ha ammesso che c’è un ‘problema con i meno digitalizzati, che spesso, si, sono anche i più poveri’ ma ‘abbiamo stanziato risorse perché le scuole potessero intervenire direttamente, senza limiti, nessuno deve restare indietro’.
Gli insegnanti devono segnalare i casi in cui serve un tablet o un computer: dirigenti e docenti possono intervenire in qualsiasi momento.
Azzolina sottolinea come si stia procedendo in diversi modo: ‘In alcuni casi sono i dirigenti scolastici a consegnare, soprattutto nei piccoli centri, altrimenti è la protezione civile che si reca a domicilio.’
Il ministro ha annunciato che il Miur sta ‘preparando un nuovo monitoraggio con le scuole che ci dirà con precisione quanti sono i dispositivi in funzione e consegnati fra quelli acquistati con i nuovi fondi e quelli già in possesso delle scuole. Mi creda, lavoriamo senza sosta per questo.’

Didattica a distanza, Azzolina: ‘Non prevista nel contratto? Neanche la scuola chiusa per virus’

Viene sollevata l’obiezione riguardante i tanti docenti che hanno ripetuto: ‘La didattica a distanza non è prevista nel nostro contratto’.
‘Neanche la scuola chiusa per virus, se è per questo – è la risposta del ministro – Ma un professore o un maestro hanno il dovere di insegnare, per me, esattamente come un medico ha il dovere di curare. Io di questo sono profondamente convinta. E sono pronta a discuterne con chiunque. Ricevo centinaia di messaggi che mi confermano che tanti la pensano così fra genitori e docenti. Nessuno meglio di me sa che la didattica a distanza non può sostituire la didattica in presenza – ha ribadito Azzolina – È una soluzione per affrontare l’emergenza. Fra l’altro l’unica possibile.
In merito al fatto che la didattica fosse solo ‘opzionale’, il ministro ha risposto: ‘Nel primo decreto era così. Ci sono state diverse resistenze. Ma adesso abbiamo già cambiato la normativa: la didattica a distanza non può essere più opzionale. È un obbligo.’