I diplomati magistrali intendono far conoscere la loro storia fatta di ingiustizie e discriminazioni. Il risentimento nei confronti della classe politica è ancora molto forte perché, nonostante ci fossero le soluzioni, le decisioni assunte dopo l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato hanno prodotto ancora discriminazioni.

Per questo motivo, le diplomati magistrali hanno scritto alla Regione Lombardia una lettera nella quale viene ricostruita la loro storia culminata con una situazione paradossale: 10000 docenti sono stati inseriti a pieno titolo nelle suddette graduatorie, mentre altri 45000 si sono visti precludere questa possibilità quando, a dicembre 2017, il Consiglio di Stato ha sconfessato se stesso, scrivono. Il riferimento è al primo accoglimento cautelare grazie al quale tanti erano stati assunti in ruolo. Successivamente molti altri in questi tre anni, sono già stati licenziati. Altri avranno a giugno la sentenza e altri ancora riceveranno il licenziamento nei mesi successivi. Poche settimane prima dell’emergenza Covid-19 il Miur ha richiesto moltissime istanze di prelievo con l’obiettivo di accelerare il loro depennamento.

Le richieste

Ma che cosa chiedono questi lavoratori? Le soluzioni proposte sono già state comunicate in queste settimane: 1) Assunzioni a pieno titolo di coloro che sono in ruolo con riserva e con anno di prova già superato;2) Reintegro per chi è già stato licenziato e ha superato l’anno di prova;3) Sospensione delle istanze di merito fissate per giugno;4) Utilizzare le graduatorie di istituto come canale ulteriore per l’assunzione. Non è possibile sentire parlare di concorsi in un momento storico come questo”. Infine un appello alla Regione: “Vi preghiamo di darci una mano. Non lasciateci perdere il nostro lavoro e reintegrate chi purtroppo ha già subito questa ingiustizia”.